Coronavirus | Grave un paziente di San Martino in Rio, trasferito a Bologna | A Reggio Emilia le messe feriali saranno senza fedeli | Salgono a 9 i contagi in provincia
Quattro in rianimazione al Santa Maria Nuova, compresi due piacentini. L'assessore regionale Donini: «Stiamo potenziando i reparti di terapia intensiva»
REGGIO EMILIA. C’è un caso particolarmente grave nella nostra provincia. È quello di un sammartinese di una cinquantina d’anni con patologie pregresse, che è stato trasferito a Bologna. Quattro le persone in rianimazione all’ospedale Santa Maria Nuova, dove si trovano anche due piacentini. E quattro anche i pazienti che restano in terapia intensiva a Reggio. Fra questi c’è una coppia: moglie e marito che, a distanza di un giorno, sono risultati positivi. Due, invece, i pazienti che stanno seguendo l’isolamento domiciliare, fra i quali il giovane casalgrandese in carico all’Ausl di Modena.
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Sono numeri in continua evoluzione quelli sul Coronavirus che riguardano la nostra provincia, ormai da più di una settimana alle prese con l’emergenza Covid-19.
IN PROVINCIA. Complessivamente i pazienti della nostra provincia provengono da Reggio (tre casi), Castelnovo Sotto, Correggio, Rolo, Scandiano, Casalgrande e San Martino in Rio, dove è stato riscontrato il caso considerato particolarmente grave e per questo trasportato a Bologna. Ma fra i casi che incrociano il Reggiano si annoverano quello del modenese che lavora all’hotel Europa – ora chiuso per volontà del suo proprietario fino al prossimo 15 marzo – e quello del 23enne calciatore originario di Albinea, che milita nella Pianese, in Serie C, in isolamento domiciliare in Toscana, dove vive.
IN REGIONE. A livello regionale, i numeri parlano complessivamente di 335 casi di positività in tutta l’Emilia-Romagna, che ha contato purtroppo anche altri tre decessi: si tratta di un paziente di 89 anni, di San Marino, deceduto all’ospedale di Rimini, dove era ricoverato, che presentava gravi patologie preesistenti; una signora di 95 anni deceduta all’ospedale di Piacenza, per la quale sono in corso accertamenti sul quadro clinico pregresso; e un bergamasco di 62 anni, deceduto all’ospedale di Parma, già ricoverato in medicina d’urgenza. Anche per quest’ultimo sono in corso gli accertamenti su possibili patologie preesistenti. È salito quindi a undici il numero di decessi registrato complessivamente in Emilia–Romagna.
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LA SITUAZIONE. Dalla Regione fanno sapere che la maggior parte delle persone risultate positive si trova in condizioni non gravi. Molti i casi asintomatici o con sintomi modesti. E sono 160 le persone in isolamento domiciliare. I ricoveri in terapia intensiva sono 16. La provincia più colpita resta Piacenza, con 212 casi, seguita dai 61 di Parma e dai 29 di Modena. Ed è per questo che nel Piacentino, ha fatto sapere l’assessore regionale alla Salute, Raffaele Donini, sono stati aggiunti 6 posti in più in terapia intensiva a Castel San Giovanni. Oggi ne saranno attivati altri 6 o 8. Misure destinate arrivare anche a Reggio, dal momento è stata data «a livello provinciale disposizione a tutti gli ospedali in modo che ci siano criteri di flessibilità per aumentare posti letto nelle malattie infettive e in terapia intensiva».
L'APPELLO. L’assessore ha rinnovato l’invito a non recarsi autonomamente nei pronto soccorso in caso di un sospetto di contagio, ma di contattare telefonicamente il medico di medicina generale, il pediatra o la guardia medica: «Il tampone verrà effettuato a casa», ha ricordato Donini, sottolineando che in caso di necessità di ricovero questa procedura consente di intervenire in sicurezza. E mentre continuano le indagini epidemiologiche, con 50 casi in più rispetto a domenica si è avuta per la prima volta un calo degli aumenti rispetto ai giorni precedenti: domenica erano stati 68 i casi in più rispetto a sabato, mentre sabato erano stati 72. «È presto per parlare di trend e questo dato non ha ancora valore statistico – ha commentato Donini – Ma per la prima volta i nuovi casi positivi sono in diminuzione».
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VISITE SPECIALISTICHE. Per uniformare il comportamento delle Aziende sanitarie su tutto il territorio regionale e per venire incontro alle esigenze dei cittadini, l’assessorato regionale alle Politiche per la salute ha fornito ai direttori delle Ausl indicazioni a cui attenersi per gli accessi relativi alle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale (come ad esempio visite specialistiche, esami del sangue o diagnostici) fino al termine di validità dei provvedimenti contenenti le misure di contenimento del Covid-19 valide per il territorio regionale (al momento, almeno fino all’8 marzo prossimo).
Secondo le indicazioni regionali, sono giustificati i casi di mancata o tardiva disdetta di tutti gli appuntamenti programmati per le visite specialistiche ambulatoriali, dal 23 febbraio 2020 e fino a nuova indicazione.
I cittadini sono comunque invitati a disdire o a prenotare un nuovo appuntamento sia per favorire il riutilizzo dei posti, sia per poter utilizzare la stessa ricetta senza ritornare dal medico.
I cittadini sono inoltre invitati, invece che recarsi personalmente nei punti Cup, a prenotare e a disdire gli appuntamenti al telefono o, per chi lo ha attivato, attraverso il Fascicolo sanitario elettronico per evitare i sovraffollamenti nei centri di prenotazione.
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LA CHIESA. «A differenza di quanto precedentemente disposto chiediamo ai sacerdoti, alla luce della delicata situazione sanitaria e delle richieste delle autorità competenti, di celebrare le Sante Messe feriali senza la partecipazione dei fedeli sino a sabato 7 marzo». È la richiesta dei vescovi dell'Emilia-Romagna, in una nota della Conferenza episcopale regionale dove vengono aggiornate le disposizioni per prevenire la diffusione del Coronavirus.
La nota è stata elaborata nel corso dell'assemblea presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, presidente Ceer e arcivescovo di Bologna, «in comunione con i vescovi della Lombardia e della Provincia ecclesiastica Veneta».
«Ci riserviamo di dare altre indicazioni, entro venerdì 6 marzo, alla luce di ulteriori sviluppi e delle decisioni delle istituzioni. Le chiese - proseguono i vescovi - continuino a restare aperte, nel rispetto delle norme del Decreto, per la preghiera. Consapevoli della sofferenza e del disagio arrecato dalla situazione, in ordine ai nostri oratori e circoli sono sospese fino all'8 marzo compreso tutte le attività formative, aggregative e sportive. È disposta la chiusura degli spazi aperti al pubblico. Fino a domenica 8 marzo compresa, le iniziative e gli incontri presso altri ambienti parrocchiali, restano sospesi».
Le precedenti disposizioni che rimangono in vigore sono le seguenti:
- Si tolga l’acqua benedetta dalle acquasantiere.
- Per i funerali è consentita la celebrazione delle esequie senza Messa, con i soli familiari. Sono sospese le veglie funebri. Si propone di celebrare SS. Messe di suffragio solo al termine di questa fase critica.
- Sono sospese le visite alle famiglie per le benedizioni pasquali.
- Sono consentite le consuete visite ai malati e l’Unzione degli infermi.
- Gli incontri di catechismo e del dopo-scuola riprenderanno alla riapertura delle attività scolastiche.
- Sono sospese feste e sagre parrocchiali.
- I Centri d’ascolto e i servizi della Caritas diocesane e parrocchiali svolgeranno la propria attività in accordo con le rispettive diocesi e secondo le indicazioni delle competenti autorità territoriali.
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