Gazzetta di Reggio

Reggio

AUTOCERTIFICAZIONE FALSA, DENUNCIATO DAI CARABINIERI 

Ha subìto una condanna Neo dipendente pubblico rischia il licenziamento

Ha subìto una condanna Neo dipendente pubblico rischia il licenziamento

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. È possibile che venga anche presto licenziato un giovane reggiano, dipendente pubblico dal luglio dello scorso anno, che ha ottenuto il posto dopo aver ingannato tutti attraverso una falsa autocertificazione.

Il lavoratore, infatti, per partecipare alla selezione di un concorso pubblico che si è svolto nel 2019, che ha anche superato in modo brillante, ha dichiarato il falso.

Per partecipare alla selezione _ e quindi ottenere il posto _ aveva garantito di non essere incorso in alcun genere di vicenda penale, ma questa autocertificazione si è rivelata non vera, particolare che fa cadere anche la sussistenza dei requisiti per l’assunzione stessa e lascia ipotizzare un’imminente procedura di licenziamento.

Le verifiche dei carabinieri della stazione di Reggio Emilia Principale sono partite da una segnalazione giunta al comando provinciale dell’Arma _ forse partita da un altro concorrente a quel posto di lavoro, danneggiato dalle false dichiarazioni fatte dal reggiano _ che hanno fatto scattare le indagini.

È così emerso che il giovane reggiano ha superato senza grosse difficoltà le selezioni per un concorso pubblico che l’Agenzia mazionale Politiche attive del lavoro (Anpal) aveva indetto l’anno scorso a Reggio Emilia.

Peccato che la sussistenza dei requisiti per l’assunzione, in realtà, era stata falsamente attestata dal candidato grazie a una semplice autocertificazione.

L’inganno sembrava anche aver funzionato, tanto che il giovane era stato regolarmente contrattualizzato ma, come si suol dire, “le bugie hanno le gambe corte”.

Le indagini svolte dai carabinieri hanno consentito di smascherare il furbastro: gli accertamenti, infatti, hanno dimostrato come il giovane, a fronte della sua attestazione con cui garantiva di non essere incorso in alcun genere di vicenda penale, in realtà qualche anno fa aveva subìto una condanna per spendita di monete falsificate e per possesso di segni distintivi contraffatti.

Inoltre, lo stesso dipendente pubblico è tuttora sottoposto a un altro procedimento penale, per una truffa.

I riscontri raccolti dagli uomini dell’Arma sono stati quindi rimessi all’autorità giudiziaria reggiana, dinanzi alla quale il giovane dovrà ora rispondere anche dei reati di false dichiarazioni e falsità in atto pubblico e autocertificazione. Per lui, come detto, si profila anche il licenziamento. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google