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«Abbiamo cessazioni di attività notificate da alcuni gestori cinesi»

E.L.T.
«Abbiamo cessazioni di attività notificate da alcuni gestori cinesi»

Massarini, presidente Confcommercio, subissato da richieste di aiuto «Chiesto al prefetto che chi non ha i tavoli possa servire al banco» 

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l’intervista

«Siamo dei portatori di interesse di una categoria ma dobbiamo stare alle regole per evitare una crisi nelle strutture sanitarie reggiane».

Davide Massarini è da poco uscito dall’incontro con il prefetto e i sindaci sulle disposizioni che ricadono su bar e locali reggiani: distanza di almeno un metro gli uni dagli altri, servizio solo al tavolo e bancone off-limits. «Ecco noi abbiamo chiesto che chi non ha i tavoli possa servire al banco ma controllando le entrate - spiega il presidente di Confcommercio Reggio Emilia - Ci siamo fermati per un incontro separato con il sindaco Vecchi e l’assessore Sidoli come Rete Imprese Italia per cercare la quadra. In questo momento dobbiamo coadiuvare il lavoro delle istituzioni. I bar devono contingentare i flussi». La dicotomia in piazza è evidente: locali cinesi chiusi in numero consistente e gli altri che resistono ma tra non poche sofferenze.

«Sto ricevendo molte mail con richiesta di spiegazioni e anche qualche notifica di cessazione dell’attività da parte di locali di cinesi. Io sono in contatto con il membro cinese della giunta nazionale e stiamo raccogliendo anche i dati dai nostri associati. Dobbiamo cercare di ridurre il contagio senza chiudere le nostre attività. Serve buon senso da parte dei cittadini per evitare che la città venga blindata. Ma stare in piedi tra psicosi da evitare e salvaguardia è un esercizio da funamboli. Per questo chiediamo il blocco del pagamento di tutte le bollette, dei tributi e dei contributi». —

E.L.T.

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