Coronavirus, i casi in provincia aumentano ma ci sono due guariti: a Reggio Emilia in deposito 50mila mascherine
Il contagio si estende anche a nuovi comuni: cinque le persone in rianimazione. Altri sette decessi fra Parma e Piacenza
REGGIO EMILIA. I casi aumentano, con sei nuove positività rilevate nella nostra provincia. E rispetto ai quattro pazienti di lunedì, aumentano anche i ricoveri nei reparti di Malattie Infettive. C’è inoltre un nuovo ricoverato in Rianimazione, dove sale a cinque il numero delle persone contagiate. E resta grave il 45enne di San Martino in Rio, che aveva già patologie pregresse ed è stato trasferito al Sant’Orsola di Bologna, dov’è sottoposto a Ecmo, ovvero una tecnica di circolazione extracorporea utilizzata per trattare pazienti con insufficienza cardiaca o respiratoria acuta. Ma ci sono anche i primi due pazienti clinicamente guariti, a Rolo e Castelnovo Sotto, che sono stati dimessi ma dovranno rispettare un periodo di quarantena domiciliare, in attesa di due nuovi test tampone. È questo l’ultimo bilancio dell’emergenza Coronavirus nella nostra provincia.
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LA MAPPA
I nuovi casi emersi riguardano un paziente di Reggio ricoverato in Rianimazione al Santa Maria Nuova, più altri ricoveri in Malattie infettive provenienti sempre da Reggio (in totale sono cinque i casi rilevati nel capoluogo), Quattro Castella, Poviglio, Boretto e Cadelbosco Sopra. Si allarga quindi la geografia del contagio, che nei giorni scorsi ha interessato anche Correggio, Scandiano, Casalgrande, San Martino in Rio, Castelnovo Sotto e Rolo. Comuni questi ultimi due dove ci sono stati due dei quattro guariti in Emilia-Romagna. «Il dipartimento Igiene pubblica e l’Asl li definiscono clinicamente guariti – spiega l’assessore regionale alla Salute, Raffaele Donini – ma si devono sottoporre ai due test prima di essere annoverati fra coloro che sono definitivamente guariti».
IN EMILIA 18 DECESSI
A livello regionale, i casi positivi sono diventati 420 – 256 dei quali nella provincia di Piacenza, 84 a Parma e 33 a Modena – alla luce di quasi 1.778 test tampone refertati. Sale infine a 18 il numero dei decessi, con sette nuovi morti in un solo giorno, tutti con patologie pregresse: la più giovane è una donna di 70 anni della provincia di Parma deceduta all’ospedale di Vaio (Pr). All’ospedale di Piacenza invece sono deceduti un’ultraottantacinquenne lombarda, quattro piacentini (di 91,80, 86, 77 anni) e un lodigiano di 77 anni.
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NUOVE MISURE
Un’emergenza che ha spinto la Regione a correre ulteriormente ai ripari in termini di misure di prevenzione e contrasto all’infezione. Non solo continuando l’interlocuzione con l’Aiop, Associazione italiana ospedalità privata, che ha dato disponibilità a scendere in campo con le cliniche convenzionate in caso di una carenza di posti letto nelle terapie intensive del servizio sanitario pubblico (eventualità per il momento esclusa dallo stesso Donini).
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Ma anche valutando – d’intesa con il ministero della Giustizia – il possibile allestimento di nuovi moduli di pre-triage davanti ai penitenziari, sul modello di quelli montati di fronte ai pronto soccorso degli ospedali emiliani, fra quali quelli di Reggio, Montecchio e Guastalla, in modo da filtrare e monitorare i nuovi ingressi. Dal punto di vista degli approvvigionamenti, infine, sono stoccate nel deposito sanitario della Regione, che ha sede proprio a Reggio Emilia, 22.500 mascherine fornite dal Dipartimento nazionale di Protezione Civile ad uso esclusivo di medici, infermieri e personale sanitario emiliano-romagnolo, che verranno distribuite secondo criteri prefissati: un numero al quale si aggiungono altre 25 mila mascherine, già arrivate in città e in attesa di essere catalogate.
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