Il giudice Giuditta Silvestrini si astiene è fondata l’istanza proposta da Brescia
Il magistrato passa la mano anche sulla posizione dell’ex maresciallo Lupezza. Per i due sarà composta una nuova Corte
Il giudice Giuditta Silvestrini non farà parte della Corte che giudicherà l’imprenditore 53enne Pasquale Brescia, cioè uno degli imputati di primo piano di questo storico procedimento contro la ’ndrangheta in Emilia.
È stata, infatti, ritenuta fondata ed accolta l’istanza avanzata – nella prima udienza dell’Appello di Aemilia, tenutasi il 13 febbraio scorso – dal difensore di Brescia, vale a dire l’avvocato calabrese Gregorio Viscomi. In quella udienza d’esordio Viscomi aveva parlato praticamente sotto gli occhi del suo assistito (uno dei pochi detenuti presenti nelle “gabbie” ) ed era entrato nella motivazione di questa sua “mossa”, cioè la causa a suo parere d’incompatibilità. «Il giudice Silvestrini ha fatto parte della Corte che in Appello ha condannato Brescia per l’invio di una lettera al sindaco di Reggio Emilia – aveva spiegato nell’aula-bunker il difensore – – ritenendo intimidatorio, minaccioso, il contenuto di quella lettera, evincendolo dalla condanna nel primo grado di Aemilia del mio assistito per associazione mafiosa, accusa in cui è contenuto anche l’invio di quella missiva. Insomma, si dà per provato che Brescia faccia parte dell’associazione mafiosa, cosa che invece dovrà essere valutata in questo secondo grado di giudizio». Per la difesa nella condanna del 18 aprile 2019 sulla lettera, si sarebbe attinto alla precedente decisione di primo grado di Aemilia del 31 ottobre 2018. All’invito ad astenersi ha fatto poi seguito l’ istanza di ricusazione depositata dall’avvocato Viscomi, quel giorno, nel giro di un’ora. Il giudice Silvestrini ha risposto con una dichiarazione d’astensione che è stata accolta (ritenendola fondata) dal presidente della Corte e poi allegata al verbale dell’udienza successiva (quella del 19 febbraio). Ciò ha reso inutile il pronunciamento sull’istanza di ricusazione da parte di un’altra sezzione della Corte d’appello come previsto per legge. Lo stesso magistrato giudicante si astiene anche relativamente alla posizione dell’ex maresciallo dei carabinieri Alessandro Lupezza che è difeso dall’avvocatessa Francesca Basco. Posizione, quindi, stralciata e che sarà discussa di fronte ad un collegio giudicante composto in modo diverso. La dottoressa Silvestrini, ha già giudicato l’ex militare in altro procedimento. Strategia che hanno anticipato di voler adottare – nell’udienza del 19 febbraio – anche gli avvocati Roberto Filocamo e Pisanello, che difendono Michele, Sergio e Francesco Bolognino, Maria e Giuseppe Curcio, Antonio e Francesco Giglio, Giuseppe Aiello, Salvatore Le Rose e Antonio Vertinelli. Hanno chiesto che Silvestrini non faccia parte del collegio relativamente ai loro assistiti perché vi sarebbe una situazione di incompatibilità (ha fatto parte del collegio di secondo grado degli abbreviati di Aemilia). Ma sempre in quell’udienza hanno ricevuto un netto rifiuto. «Non ha intenzione di astenersi – aveva spiegato il presidente Alberto Pederiali – perché nell’altro processo non sono state in alcun modo prese in considerazione le posizioni degli imputati per i quali oggi è stato formulato l’invito all’astensione». Vedremo a ricusazione formalmente depositata cosa succederà. —
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