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oggi nuova udienza 

L’incognita coronavirus sul processo che riparte

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BOLOGNA. Dovrebbe riprendere questa mattina – alle 9. 30 – a Bologna, nell’aula-bunker del carcere della Dozza, l’appello del maxi-processo di’ndrangheta Aemilia, ma sulla sua celebrazione incombe l’incognita Coronavirus. In programma ci sarebbero diverse questioni preliminari ancora non del tutto affrontate e l’inizio del» frazionamento della discussione» con i primi imputati. Ma bisognerà valutare se l’affluenza di persone consentirà di tenerle alla giusta distanza di sicurezza tra loro, come indicato dal decreto emanato nei giorni scorsi dalla Corte di Appello di Bologna. Per questo processo sono circa 150 gli imputati, tra rito ordinario e abbreviato, più le varie parti civili e i difensori. Precauzioni igieniche che in tribunale a Reggio sono state prese il 24 febbraio scorso attraverso le “Linee guida” emanate dai vertici del palazzo di giustizia. «Il personale tutto – si legge – compresi i magistrati professionali e onorari, è tenuto ad attenersi alle misure igieniche raccomandate dal ministero della Salute». E poi: «Le udienze penali e civili saranno regolarmente tenute con l’avvertenza per il foro di autolimitare la presenza in udienza al numero indispensabile, evitando di coinvolgere le parti personalmente ove non espressamente convocate, i praticanti e i tirocinanti».

E ancora: «Il singolo magistrato valuterà l’opportunità di disporre rinvio, eventualmente in via preventiva fuori udienza, dei processi che per numero di parti interessate non consentano il rispetto delle regole igieniche precauzionali». —

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