Mazzata per cinema e teatri, salvi i musei
Sospesi per un’altra settimana spettacoli e proiezioni, al Valli corsa contro il tempo per evitare l’incubo dei rimborsi
Semaforo rosso per cinema e teatri, inevitabilmente chiusi, semaforo verde per i musei e le biblioteche e “giallo” per i bar, che in teoria dovrebbero prevedere il servizio al tavolo per evitare code e assembramenti al bancone. È questo il sunto del decreto ministeriale emanato domenica e che ha prolungato, dopo l’ordinanza regionale, lo stop di buona parte del settore cultura e tempo libero fino all’8 marzo.
Se per cinema e teatri non c’è nulla da fare se non aspettare che il tempo passi, anche i musei che riapriranno oggi (le biblioteche sono sempre state attive) dovranno osservare alcune precauzioni, sempre secondo il criterio del contenimento del numero di persone e dell’osservanza del metro di distanza tra i singoli: il che significa conta dei visitatori in ingresso e via libera alla sola metà della capienza prevista.
«Sui cinema purtroppo il documento ministeriale è chiarissimo – ha esordito Sandra Campanini, vicepresidente della Fice (Federazione italiana cinema d’essai) Emilia-Romagna nonché responsabile del cinema Rosebud – ovviamente è molto penalizzante per i gestori. I cinema delle regioni coinvolte coprono quasi il 52% del bacino nazionale totale ed è un grosso danno economico, sia per il periodo di lavoro a pieno ritmo sia perché erano previste uscite di film importanti. Domenica scorsa sono stata in collegamento con tutti gli esercenti e non l’hanno presa bene: perché bar, palestre e piscine sì e noi no?».
Il Rosebud, che «perderà in due settimane oltre 12mila euro», ha pubblicato sulla propria pagina Facebook una sala vuota con un avviso: «Non era mai capitato di chiudere per due settimane nel mezzo della stagione cinematografica. Ci mancate. Gli eventi in programma cercheremo di recuperarli. Intanto mandateci bei messaggi dedicati a questo luogo meraviglioso».
Messaggio subito seguito da una miriade di commenti, tra il serio e l’ironico, da parte degli spettatori: «Astinenza da cinema ne abbiamo», «A me manca il Rosebud», «Se non riaprite dovrò andare dagli alcolisti anonimi». Secondo Campanini «per i cinema, che già arrancavano, è una mazzata. Come Fice, insieme ad altre associazioni di categoria, abbiamo già chiesto incontri al ministro Franceschini e all’assessore alla Cultura della Regione».
Anche sul sito dei Teatri di Reggio Emilia è comparso ieri un avviso: «Il Consiglio dei ministri ha prorogato per una settimana la sospensione di eventi e manifestazioni pubbliche, nell’ambito delle misure urgenti per l’emergenza Covid 19. La Fondazione I Teatri prolunga la sospensione di tutti gli spettacoli e degli incontri in programma fino all’8 marzo 2020. Appena possibile comunicheremo la ricalendarizzazione degli spettacoli sospesi e le modalità di rimborso».
Per il solo Valli si stima una perdita di migliaia di biglietti: ieri il direttore Paolo Cantù era perennemente al telefono nel tentativo di recuperare uno ad uno gli spettacoli saltati in un incastro che deve trovare la disponibilità sia delle compagnie sia di altri teatri. L’intento è quello di evitare il caos rimborsi dietro l’angolo. —
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