Studentessa inventa gioco per far superare i problemi d’apprendimento ai bimbi
Lei si chiama Annalisa Iotti e per realizzare il macchinario “Mind- Mage” si è rivolta al laboratorio “Fab-lab” «Sarà a disposizione di tutti»
Rubiera. Un gioco, ma anche una invenzione che servirà ai bambini per superare i problemi del linguaggio e dell’apprendimento.
È questo l’obbiettivo di “Mind – Mage”, una piccola macchina basata sullo scorrimento veloce delle immagini, che è stata ideata da una studentessa di Rubiera, Annalisa Iotti, e che è stata realizzata grazie ai collaboratori e alle macchine del Fab Lab a Casa Corsini, l’incubatore di nuove tecnologie e laboratori ad alta innovazione che ha sede a Fiorano (Modena).
«Il mio obbiettivo – spiega la giovane inventrice, che ha presentato il suo lavoro nella tesi di laurea – era quello di riuscire a misurare e a sviluppare le capacità di bambini con difficoltà dell’apprendimento, del linguaggio e in alcuni casi anche di coordinamento, grazie a un apparecchiatura semplice, economica e che ai piccoli da 4 a 8 anni potesse essere presentata come un gioco. Così, quando ho cercato un posto dove tradurre in pratica quest’idea, ho trovato il Fab Lab di Fiorano. E grazie alla collaborazione con il logopedista Alfredo Virgili e alla disponibilità del tecnico Doriano Dalpiaz siamo riusciti a realizzare questo speciale gioco didattico. Sia chiaro però che siamo allo stadio di prototipo: è solo il primo esemplare che potrà essere migliorato e ampliato».
Annalisa Iotti studia a Urbino e sta per laurearsi in Progettazione grafica e comunicazione visiva. Tra pochi giorni avrebbe dovuto discutere la laurea triennale, ma non potrà farlo a causa dello stop delle attività didattiche degli atenei provocate dalle misure anti Coronavirus.
Ma Annalisa non rimane certo ferma: approfittando di questa pausa sta limando gli ultimi dettagli del suo studio. «L’idea dello strumento – precisa – risale ai primi dell’800, con il taumatropio e lo zootropio, gli antenati dei cartoni animati, con le figurine che giravano velocemente e venivano viste una volta, restituendo l’idea del movimento. Bene, noi avevamo la necessità di farle scorrere velocemente e con un moto continuo. Perciò i due fili azionati manualmente non bastavano e siamo ricorsi a un piccolo motore. In questo modo è possibile verificare quanto è memorizzata l’immagine, qual è il risultato nel coordinamento tra immagine visiva e controllo degli stimoli. Il mio sogno è che possa essere utile anche per migliorare parzialmente le condizioni di alcuni casi di ragazzi autistici».
Per le patologie che riguardano lo sviluppo, quindi, si aprono possibilità di sperimentazioni tutte nuove che potranno circolare negli ambulatori e dagli specialisti che si occupano delle disfunzioni del linguaggio o dell’apprendimento dei bambini, sin dai primi anni dell’asilo e sino alle elementari.
Iotti non ha intenzione di brevettare il suo “gioco” e spera che anche altri possano dare il loro contributo per migliorare le prestazioni della macchina realizzata a Fiorano.
«Il nostro lavoro sarà reso noto anche su internet e magari ci saranno altri che avranno voglia di lavorarci sopra. Molto dipenderà da quanti specialisti utilizzeranno il “Mind – Mage”. Noi lo mettiamo a disposizione di tutti» spiega. In questo modo, pare di capire, la composizione e la scomposizione delle immagini in movimento, nato come gioco di illusione ottica, potrà diventare un aiuto a bassa tecnologia ma di facile utilizzo per tutti, aiutando gli specialisti del linguaggio a lavorare con i più piccoli. —
Saverio Cioce
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
