«Una nuova pista da sci non è economia sostenibile»
L’intervento di un lettore nel dibattito avviato dalla Gazzetta sul futuro della montagna reggiana e sui progetti che la riguardano
Gentile direttore, nel seguire l’interessante dibattito circa le problematiche riguardanti il futuro del nostro Appennino (non vi abito, ma lo frequento spesso) che sta proseguendo su questo giornale, leggo l’articolo riguardante il futuro degli impianti sciistici.
A tale proposito mi pare di ricordare che, qualche anno fa, venne sostenuta la tesi che occorreva investire negli impianti di innevamento artificiale (forse dal presidente stesso del Parco del Gigante, Fausto Giovannelli, ma non ne sono sicuro); ora che le conseguenze del riscaldamento globale si stanno manifestando in modo drammatico, sempre ammesso che lo si voglia riconoscere, leggo che si propongono nuovi impianti, con tecnologie più avanzate, che possono produrre neve anche con temperature oltre lo zero.
I PROGETTI
Si sa anche che esistono pure stazioni sciistiche al coperto, perfino nei paesi arabi (credo Dubai) dove si scia con oltre trenta gradi di temperatura esterna; dunque tutto, o quasi, si può fare.
I DUBBI
Esprimo modestamente molti dubbi che tutto questo nuovo progetto possa rientrare in una “economia sostenibile. Con la speranza che qualche voce, molto più autorevole della mia, possa dare un giudizio in proposito, utile a portare a soluzioni che guardino realmente e realisticamente ad un progetto lungimirante, saluto cordialmente e ringrazio per l’attenzione». —
Ivan Ferrari
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