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Bertinelli: «Virus usato per una sleale concorrenza»

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REGGIO EMILIA. «È evidente che anche in Europa ci sono Paesi che si approfittano di questo momento: si sta usando la provenienza italiana delle merci per avere vantaggi competitivi». A denunciarlo il presidente di Coldiretti Emilia-Romagna, Nicola Bertinelli (presidente anche del Consorzio del Parmigiano-Reggiano), a margine di un incontro sull’emergenza Coronavirus a Bologna.

«Va riattivato un sentimento di fiducia nei riguardi del prodotto italiano attraverso una corretta informazione», ha spiegato Bertinelli che dal Governo si aspetta «impegni concreti». «Il virus - ricorda Coldiretti - non viaggia coi nostri prodotti, quindi le richieste assurde di certificazioni sanitarie aggiuntive sulle nostre merci, dal vino alla frutta e alla verdura, così come le disdette per forniture provenienti dal nostro Paese non sono altro che pratiche sleali».

E così a essere a rischio «è un mercato che l’anno scorso ha fatto registrare il record assoluto di esportazioni in tutto il mondo, con l’export dell'agroalimentare Made in Emilia-Romagna che ha superato i 16 miliardi (il 35,8% del totale nazionale di 44,6)».

«Facciamo registrare delle grandi performance – ha proseguito Bertinelli nel comunicato seguito all’incontro – nonostante gli effetti dell’applicazione dal 18 ottobre 2019 delle tariffe aggiuntive del 25% su circa mezzo miliardo di euro di esportazioni di prodotti agroalimentari da parte degli Stati Uniti, alla situazione già resa critica dal flagello della cimice asiatica nel settore dell’ortofrutta» ma gli effetti recessivi dell’emergenza sanitaria coronavirus «rischiano di metterci davvero in ginocchio».

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