Disdette, hotel in ginocchio «Alcuni hanno già chiuso»
REGGIO EMILIA. «Guardi, noi all’Astoria non chiudiamo mai durante l’anno. Siamo stati sempre aperti. Però adesso anche noi stiamo facendo fare ferie e permessi al personale per quanto ci è possibile, per cercare di passare questa fase terribile». Francesca Lombardini, presidente di Federalberghi a Reggio Emilia, è stata al telefono con molti associati anche fuori provincia. «C’è chi sta facendo fare le ferie ai dipendenti ma non manca chi ha chiuso – racconta Lombardini – Parliamo di strutture anche grandi, fino a 80 camere, a Reggio come a Parma. Del resto il nostro turismo è per il 90% legato agli affari e la aziende hanno bloccato tutti gli arrivi. Un disastro».
Lo scenario del comparto alberghiero è quanto meno drammatico, come ha ribadito ieri Davide Massarini, presidente della Confcommercio di Reggio. Dati alla mano, infatti, nonostante la nostra provincia non abbia mai vissuto di turismo ma di turismo business, «i numeri che stiamo ricevendo tramite il nostro monitoraggio costante sono spietati» fa sapere l’associazione.
Le disdette sono pressoché totali, con perdite anche oltre i 60mila euro per singola attività. La perdita giornaliera in provincia si è attestata oltre il 60%. Le cancellazioni sono fino ad aprile e non c’è nessuna nuova prenotazione su maggio. «Pur cercando di restare positivi e sperando che in qualche modo il picco epidemico passi, siamo di fronte a danni devastanti per il settore» fanno sapere dall’associazione di categoria. «In questo contesto oltre che la richiesta di aiuti concreti da parte del Governo, pare davvero inutile l’inserimento della tassa di soggiorno», quest’ultima polemica divampata in questi giorni, quando è emersa la volontà del Comune di Reggio di aumentare l’obolo che sarà versato dai turisti.
Mancano ancora le ricadute sugli arrivi all’aeroporto Marconi di Bologna, dove transitano gran parte dei flussi, soprattutto dall’estero, essendo la società quotata e in attesa di chiudere i conti del mese di febbraio. Certo è che la franta è diffusa e tanto più pericolosa quanto più durerà il fermo. «All’Astoria – prosegue Lombardini – teniamo aperto per raccogliere anche quelle poche prenotazioni che possono entrare da qui a un mese. C’è chi ha posticipato il proprio arrivo ma a data da destinarsi. Essendo poi tutto legato agli affari delle aziende, qui n non si tratta solo di attirare qualche turista con delle semplici offerte vantaggiose». La questione è infatti più complessa. Oltre a dover subire l’effetto del contagio del Coronavirus, le imprese – metalmeccaniche in primis – potrebbero poi subire il rallentamento economico, che sembra ormai impostato verso una possibile recessione. «La nostre aziende hanno già preso una batosta – dice l’albergatrice – Anche la Romagna sta registrando disdette, da quelle per la cancellazione delle gite scolastiche fino a quelle per l’estate, con cancellazioni o sospensioni. Se poi la crisi economica dovesse perdurare a livello generale, non basterà certo tamponare». —
E.L.T.
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