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OPERAZIONE DELLA POLIZIA 

Furti e rapine, sgominata la banda di sinti Sette arresti a Poviglio e Castelnovo Sotto

Ambra Prati
Furti e rapine, sgominata la banda di sinti Sette arresti a Poviglio e Castelnovo Sotto

Una cinquantina di poliziotti in azione nelle campine della Bassa a conclusione di un’indagine durata quasi un anno

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La trappola è scattata all’alba di ieri, quando una cinquantina di poliziotti hanno circondato il campo nomadi di Poviglio e due abitazioni di Castelnovo Sotto. Sono stati catturati così sette sinti ritenuti professionisti del furto (una decina i colpi a loro attribuiti) nonché di una cruenta rapina in abitazione a Parma. In manette, con l’accusa di rapina pluriaggravata (le aggravanti consistono nel travisamento e nella violazione di domicilio, mentre non è stato contestato il reato di sequestro di persona ipotizzato inizialmente) e di furti aggravati, sono finiti Tigei Bull, 29 anni, Maichol Toncig, 36 anni, Cristian Bull, 34 anni, Elvis Toncig, 41 anni, Manolo Hodorovich, 40 anni, Sergio Bull 53enne (padre di Cristian e considerato il “capo” della banda) e Gioi Tonsi, 32 anni. Tutti sinti reggiani, pregiudicati e “navigati”, tanto da truffarsi a vicenda: come è emerso dalle intercettazioni, facevano la “cresta” tra di loro, simulando al cospetto dei complici bottini più bassi per intascarsi la differenza.

È durata un anno l’indagine della Squadra Mobile di Parma, che ha preso il via nel marzo del 2019 in seguito a una rapina in abitazione commessa in località Viarolo di Parma. La residente ultraottantenne, mentre rientrava dalla foresteria, è stata bloccata da quattro uomini, con il volto coperto da passamontagna, che l’hanno costretta a entrare e le hanno intimato di non muoversi. Nel frattempo i rapinatori, armati di bastoni, sono entrati in due dei tre appartamenti dello stabile e hanno forzato con un flessibile le casseforti, impossessandosi di gioielli d’oro e due orologi Rolex del valore di 10mila euro. I quattro sono rimasti nell’abitazione per circa mezz’ora, per poi fuggire a bordo di un’Audi nera. La pattuglia della Squadra Mobile intervenuta è riuscita a incrociare la vettura che si stava allontanando e ad annotare il numero di targa. È stata proprio la targa dell’auto a tradire i criminali: ai poliziotti è bastato consultare la banca dati per risalire al titolare, uno dei sinti.

Tuttavia servivano le prove. Perciò è stata necessaria un’attività paziente fatta di analisi delle telecamere per ricostruire gli spostamenti della vettura e di mesi e mesi di intercettazioni telefoniche sui cinque residenti nella campina di Poviglio, risultati gli autori della rapina (cioè i due Toncig, Cristian e Tigei Bull e Hudorovich) per accertare i legami tra gli uomini, d’affari oltre che di sangue.

Intercettazioni non facili, sia per la lingua usata sia perché le utenze erano intestate a terze persone. Con il passare dei mesi il quadro è diventato chiaro. Un gruppo criminale dalla formazione ondivaga e dal metodo rodato, dedito per lo più al piccolo cabotaggio dei furti in auto, ma che non disdegnava i colpi grossi: come le rapine in villa o i 300mila euro in gioielli rubati a un espositore di “Mercante in fiera” seguito fino a Ladispoli (Roma). Tra le vittime dei furti seriali la titolare di un locale dopo la chiusura dell’attività, il cassiere di una fiera di paese, una turista alla stazione di servizio “San Martino” sull’A1 o, semplicemente, il proprietario di una macchina che aveva lasciato uno zaino nell’abitacolo.

Subito dopo ogni colpo, la banda nascondeva la refurtiva lontano dalla campina, per non essere pescata con la merce che scottava, andandola a riprendere in seguito. Tant’è che nelle perquisizioni non è emersa refurtiva. Sono una decina i colpi attribuiti con certezza agli specialisti dei furti nelle province di Reggio, Parma, Bologna, Piacenza e Mantova, in un periodo di tempo che va da marzo all’agosto 2019. Acquisiti i riscontri, il pm Paola Dal Monte della Procura di Parma ha ottenuto l’ordinanza di custodia cautelare, eseguita ieri dalle Squadre Mobili di Parma e Reggio Emilia con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine. —



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