Imbrattata e coperta di graffiti l’opera del celebre writer Gas
REGGIO EMILIA. È passata alla cronaca come l’opera più famosa di Gas, uno street artist attivo a Reggio Emilia dagli anni Novanta, tanto che si era ventilata l’ipotesi di trasferirla all’interno dei Musei Civici cittadini, per rendere onore a questo tipo di arte misconosciuta.
La proposta non si è concretizzata e ora anche il graffito “Perle ai porci”, situato in via Gazzata sulla serranda di un ex norcino al pianterreno del palazzo fatiscente, rischia di sparire (coperta e rovinata da irreverenti graffiti) tra l’indifferenza dell’abbandono e il distacco dell’intonaco sovrastante.
La “riscoperta” di Gas, artista proveniente dal graffitismo poi approdato alla tecnica degli stencil, è avvenuta a Reggio nel marzo 2012, quando proprio il disegno di via Gazzata ha acquisito notorietà dopo essere stato utilizzato come illustrazione in una produzione musicale.
Così l’autore, intervistato all’epoca dalla Gazzetta di Reggio, ricordava la nascita di “Perle ai porci”, il graffito diventato iconico che rappresenta l’immagine di un maiale sulla serranda del negozio dismesso: «È stato divertente scoprire, a posteriori, che il negozio in questione era quello di un norcino e che in molti, vedendo l’immagine, abbiano pensato a una riapertura dell’attività».
Tra gli stencil simboli dell’italianità disseminati da Gas, talento d’importazione in seguito celebrato in Francia, ricordiamo la Mina di quasi un metro rimasta per un paio di anni all’incrocio tra via Gazzata e via Filippo Ferrari e oggi sparita, una Sofia Loren sul lungo Crostolo e le mattonelle dipinte in colori fluo con citazioni di film, libri e canzoni attaccate (e staccate da mani ignote) sui muri della città. —
Am.P.
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