Gazzetta di Reggio

Reggio

PERICOLO IN CENTRO STORICO 

Si staccano tegole e pezzi di intonaco transennato palazzo di via Sant’Agostino

Ambra Prati

Intervengono vigili del fuoco e Comune, emessa un’ordinanza di ripristino per mettere in sicurezza l’edificio

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Cade a pezzi, come altri palazzi del centro storico. Stavolta però l’ennesimo distacco di parti di cornicione e di intonaco – che sarebbero potuti cadere in testa ad ignari passanti – ha costretto all’intervento i vigili del fuoco di Reggio, che hanno transennato l’area, e ha indotto l’amministrazione comunale di Reggio a emettere un’ordinanza di ripristino.

Il palazzo in questione è quello situato in via Sant’Agostino numero 17, di fronte all’omonima chiesa e non lontano dalla sede del liceo classico Ariosto-Spallanzani di piazzetta Pignedoli.

Uno stabile molto ampio, di colore rossastro, che occupa l’area compresa tra via Sant’Agostino, via Gazzata e via Antignoli, con doppio ingresso (è possibile entrare sia da via Sant’Agostino sia da via Antignoli).

Un fabbricato di grandi dimensioni, che conta al suo interno parecchi appartamenti: oggigiorno tutti disabitati, così come i negozi un tempo situati al pianoterra sono sfitti da anni (tra questi, l’ultimo è stato un punto vendita di vernici, che ha chiuso i battenti quasi due decenni fa).

Lo stato d’abbandono e di degrado del palazzo, che perdura da tempo, ha fatto sì che qualche giorno fa abbia ceduto sia la copertura sia l’intonaco, distaccatosi dalle pareti e caduto nella strada sottostante. Sul marciapiede della stretta viuzza del centro storico, dove per un fortuito caso in quel momento non transitava nessuno, sono piovuti alcuni calcinacci. Una squadra dei vigili del fuoco è intervenuta per motivi di sicurezza.

«Mentre uscivo di casa, al mattino, ho visto i pompieri che hanno tirato giù parti di intonaco pericolante e poi hanno sistemato le transenne intorno – ha detto un residente della zona – Quella casa è diroccata e in pessime condizioni. Noi residenti abbiamo sollecitato più volte l’intervento del Comune, ma la proprietà è privata (il titolare è anziano) e non è successo nulla. Non è un bel vedere».

«Il Comune ha emesso un’ordinanza di ripristino perché le tegole della copertura precipitavano sull’asfalto – ha confermato l’assessore alla Casa e alla Qualità dell’abitare, Lanfranco De Franco – Tuttavia la proprietà è riconducibile a una persona fisica e noi possiamo intervenire solo se viene messa a rischio l’incolumità pubblica, come abbiamo fatto».

Non si tratta di unicum, intendiamoci. Risale addirittura all’agosto 2014 un appello rivolto al sindaco Luca Vecchi (all’epoca al primo mandato) da parte dell’ex assessore (allo Sport della giunta Delrio) Mauro Del Bue, che segnalava come «tra le città del nord Italia, Reggio Emilia sia maglia nera per i palazzi in rovina all’interno dell’esagono». Nel report, con tanto di mappatura, stilato da Del Bue si contavano una trentina di edifici in stato di abbandono: tra palazzi storici come il Ruini e il Malaspina, lasciati «al degrado e bisognosi di riqualificazione», figurava già anche la dimora di via Sant’Agostino-via Gazzata-via Antignoli. —



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