Gazzetta di Reggio

Reggio

«Tutti facciano sacrifici Non possono pagare soltanto i lavoratori»

Roberto Fontanili
«Tutti facciano sacrifici Non possono pagare soltanto i lavoratori»

Il segretario provinciale Cgil, Ivano Bosco, sulle ripercussioni economiche  «Ci sono criticità: il calo dell’import dalla Cina e i timori di contagio nelle aziende»

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«I sacrifici in questa fase di emergenza dobbiamo farli tutti e non può pagare solo il lavoratore». Va dritto al punto che gli sta più a cuore il segretario provinciale Cgil, Ivano Bosco, al quale abbiamo chiesto quali sono dal suo osservatorio gli effetti del Coronavirus sull’economia reggiana, che già prima di questa fase mostrava difficoltà a seguito dell’andamento dell’industria tedesca, a cui il nostro manifatturiero è strettamente legato.

Segretario come sta reagendo Reggio?

«La salute è il bene primario, ma c’è un’emergenza che riguarda anche la nostra economia, a maggior ragione perché la durata della crisi che stiamo vivendo è incerta. A Reggio fino ad oggi non abbiamo assistito nelle aziende manifatturiere a chiusure, ma rischiamo già di risentire del calo dell’import dalla Cina, già bloccato da tempo. Ancora prima dell’emergenza, noi parlavamo di una fase di attenzione per l’economia reggiana proprio per lo stretto legame con la crisi dell’industria tedesca, di cui siamo i sub fornitori».

Adesso la situazione è peggiorata?

«Ci sono due aspetti entrambi critici: uno derivante dalla Cina, che sta producendo a basso regime. L’export è rallentato e il manifatturiero reggiano lavora molto per l’export e per la componentistica. Il secondo è che possono crearsi timori di contagi che potrebbero avere ripercussioni su lavoratori e imprese. A Reggio ci troviamo di fronte ad un quadro contraddittorio. Nel manifatturiero non abbiamo registrato chiusure neppure parziali, mentre nell’alimentare si sta facendo ricorso agli straordinari e poi ci sono interi pezzi di attività, e penso alla cultura e alle scuole, che sono completamente bloccate».

Le norme su fino a quando continuare l’attività produttiva sono chiare?

«Le norme sono abbastanza chiare, anche se ci può stare una fase di confusione iniziale, ma che deve essere rapidamente superata. Se si sottovalutano situazioni di infezioni e di contagio, le misure adottate che ci impongono dei sacrifici non serviranno a nulla. È fondamentale un’uniformità di comportamento».

Come giudica le misure della Regione a sostegno dell’economia?

«È una prima risposta ma non sufficiente e riteniamo inadeguato il limite di un mese per l’uso della cassa in deroga. È insufficiente sia per la quantità economica delle misure sia per le coperture perché resterebbero fuori i lavoratori più colpiti dalla crisi. Mi riferisco in particolare alla partita Iva, alle collaborazioni e al lavoro intermittente e a chiamata. Non possono essere solo i lavoratori a pagare. Non sappiamo nemmeno se alcuni di loro potranno usufruire di queste misure. Adesso si va avanti utilizzando le ferie non godute, oppure anticipando quelle del 2020, non si può continuare così».

Anche nel pubblico?

«Sono state le istituzioni che hanno deciso la chiusura e deve essere il pubblico, con interventi come gli ammortizzatori o la cassa in deroga, che deve aiutare e dare copertura a questi lavoratori. Lo stesso vale per le imprese. Purtroppo sappiamo che tutti dovremo lasciarcene un pezzetto, ma non deve essere solo il lavoro. Penso anche all’utilizzo del cosiddetto lavoro agile, perché è necessario trovare risposte emergenziali a questa situazione».

La riduzione delle rette nelle scuole comunali va in questa direzione?

«È un provvedimento che avevamo già chiesto e che i sindaci di Reggio e Correggio hanno preso. Invitiamo tutti i comuni della provincia a seguire questa strada».

È cambiato il modo di lavorare alla Cgil in base alle nuove norme?

«Anche nei nostri uffici abbiamo disciplinato gli accessi e si lavora per appuntamento. Abbiamo rinviato tutte le riunioni non strettamente indispensabili e che prevedevano la partecipazione di molte persone. Anche per l’8 marzo, per noi da sempre un appuntamento importante, non saremo in grado di fare nulla».

Segretario, chiudiamo con la risposta che sta dando la sanità pubblica.

«Prima di tutto dobbiamo ringraziare i lavoratori della sanità per quello che stanno facendo. Ma questa emergenza ha messo in luce tutta la miopia della politica che ha operato tagli in un settore che evidenziava carenze e difficoltà. Mancano migliaia di lavoratori e ora si sta cercando di superare l’emergenza con una grande campagna di assunzioni, ma si tratterà di lavori a tempo determinato e interinale. Non so in quanti vorranno imbarcarsi in questa situazione».

Emerge un comportamento diverso tra sanità pubblica e privata?

«Solo due giorni fa Maurizio Landini ha detto che anche la sanità privata si deve mettere a disposizione in questa fase. Credo che qualcosa si stia muovendo, anche perché l’emergenza riguarda tutti».

È possibile fare una previsione sulle conseguenze della crisi?

«Se riusciamo a chiuderla in breve tempo potremo leccarci le ferite e ripartire, invece ogni settimana che passa rende la situazione più complicata. Il mondo in pochi giorni è cambiato. Reggio ha professionalità e competenze per reggere: non dipende solo da noi quanto dal quadro internazionale che si determinerà. Mi auguro che potremo stare sul mercato con una maggior qualità. Se non sarà così saranno necessari strumenti per affrontare in maniera più strutturale il nuovo scenario e serviranno ammortizzatori e strumenti appositi per gestire anche la fase del post emergenza». —





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