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IL RICORDO DI DENTI 

Anpi:«Custode prezioso della memoria della Resistenza»

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scandiano. L’Anpi di Scandiano ricorda l’ex sindaco Gaspare Denti con un lungo comunicato. «Gaspare – scrive l’associazione partigiani – studente di 18 anni, decise di dare il suo contributo alla Resistenza. Non voleva sparare, non voleva trovarsi a dover uccidere. Così, siccome studiava il tedesco, si infiltrò nel servizio di sorveglianza ai pali delle linee telegrafiche per poter passare preziose informazioni al comando partigiano. Un lavoro pericoloso, sempre a rischio di essere scoperto».

«Frequentava gruppi di soldati tedeschi – prosegue la nota – di cui riusciva a comprendere le conversazioni grazie ai suoi studi, e fu così che entrò in contatto con una squadra di soldati mongoli, aggregati al comando tedesco, che volevano disertare e unirsi alle formazioni partigiane. La sera del 18 marzo del 1945 Gaspare partecipò a un'azione per organizzarne la fuga, ma i tedeschi reagirono con un violento scontro a fuoco, presso il comando tedesco di via Trento Trieste all'angolo con viale della Rocca, davanti all’allora oleificio Gandini».

Nello scontro rimase ucciso Alessandro Leoni di 17 anni, che era assieme a Gaspare Denti.

«Mario Lasagni, braccato all’interno del comando tedesco e gravemente ferito – aggiunge l’Anpi – si uccise per non cadere vivo nelle mani dei nazifascisti. Gaspare Denti fu catturato, insieme a Emore Bertolani. Visse sulla propria pelle la durezza del carcere e la ferocia delle sevizie e delle torture dei nazifascisti, prima a Villa Rossi di Albinea, sede del comando generale tedesco, poi al carcere dei Servi».

Denti fu liberato dai partigiani nella notte del 23 aprile 1945.

«Gaspare era amico fraterno e compagno di Vittorio Tognoli – continua la nota – assistette al suo arresto durante il rastrellamento del dicembre del 1944. Si avvicinò al camion su cui i fascisti lo avevano caricato insieme ad altri e chiese a Vittorio se voleva che fossero avvertiti i partigiani di stanza alla Ca' Bassa di Rondinara, per tentare di liberarlo. Ma, raccontava Gaspare, Vittorio disse di no, temendo un bagno di sangue, e sperando di poter essere presto liberato. Così non fu, sarà trucidato dopo atroci torture».

«Gaspare è stato sempre custode prezioso della memoria della Resistenza scandianese – conclude l’Anpi – convinto sostenitore dell'importanza di trasmetterne il messaggio e i valori ai ragazzi e alle ragazze di oggi. Grazie Gaspare, di tutto. Sarà nostro impegno raccogliere e far vivere il testimone che ci hai passato. Che la terra ti sia lieve. Alla moglie e ai figli, a tutti i familiari, un abbraccio affettuoso dell’Anpi di Scandiano». —

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