«Comandante, i suoi uomini mi hanno salvato la vita»
Reggio Emilia, Alessandro Maredda, rimasto in panne sulla tangenziale, colpito da un malore scrive una lettera agli agenti della Polstrada: «Senza di loro non sarei qui»
REGGIO EMILIA. «Comandante, i suoi uomini mi hanno salvato la vita». E non è un modo di dire. Per il sessantenne reggiano Alessandro Maredda, l’intervento sulla tangenziale, mentre la sua auto era in panne per la foratura di uno pneumatico all’altezza di San Maurizio, da parte di due agenti della Polstrada è stato davvero provvidenziale e gli ha salvato la vita. Maredda ieri, oltre a inviare una sentita lettera di ringraziamento al commissario capo Ettore Guidone, comandante della Sezione di Polizia Stradale di Reggio, in mattinata si è recato di persona al Comando di Reggio per incontrare e ringraziare i due agenti e nel pomeriggio ha accettato di raccontarci la vicenda che lo ha visto involontario protagonista nei giorni scorsi e che, senza l’intervento provvidenziale dei due agenti della Polstrada reggiana, avrebbe potuto finire in tragedia.
«Per la prima volta – racconta mentre è a letto in riposo precauzionale in attesa degli esami di controllo sul malore che l’ha colpito sulla tangenziale – ho avuto modo di ringraziare e di guardare in viso i due agenti che mi hanno salvato, perché di quei momenti non mi ricordo quasi nulla e perché ero in crisi respiratoria». Ha voluto ringraziare e conoscere di persona quelli che lui chiama «i due angeli che mi hanno salvato la vita» e che l’hanno soccorso il 28 febbraio scorso. «Non solo mi hanno aiutato in ogni modo e mi hanno tranquillizzato – ricorda ancora emozionato – ma la sera stessa hanno chiamato al ristorante dove lavoro per avere informazioni e per essere rassicurati sulle mie condizioni di salute. Per fortuna non mi hanno ascoltato quando gli ho detto di non chiamare l’autoambulanza, ma hanno allertato subito il 118 e l’automedica che sono arrivati in pochi minuti e poi hanno avvisato i miei familiari. Altrimenti oggi sarei qui a raccontare un'altra storia o forse a non raccontarla proprio. Perché ero davvero stremato, tanto che non mi ricordavo nemmeno i loro volti».
Alessandro Maredda, sardo di origine ma residente a Reggio dal 1970, sposato con una figlia che vive in Inghilterra, fa il cameriere in uno dei più noti ristoranti della Val d’Enza gestito dal fratello e dice che non dimenticherà più quello che è accaduto il 28 febbraio mentre stava andando verso Bagno. «Hanno pensato a tutto loro – ripete – la chiamata al 118, al carro attrezzi, avvisato i miei familiari e mi hanno rassicurato. Non finirò mai di ringraziarli. Solo ora che sono più sereno, in attesa degli accertamenti sul mio stato di salute, mi rendo conto di quanto sia stato importante il loro aiuto». Un grazie che Alessandro Maredda ha voluto estendere oltre che al comandante Guidone ai due agenti della Polizia Stradale e agli operatori sanitari che l’hanno soccorso e trasportato al Pronto Soccorso, dove dopo le prime cure e i primi accertamenti è stato dimesso. —
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