Gazzetta di Reggio

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paura in udienza 

«È stato nella zona rossa» Subito respinto l’imputato

T.S.

Il giudice Guareschi individua fra il pubblico il camionista che per lavoro va a Lodi Erano presenti venti persone si attende l’esito del tampone

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REGGIO EMILIA. «Ma quella persona là in fondo non è l’imputato che va spesso a Lodi, nella zona rossa?».

I timori legati al contagio da coronavirus piombano nuovamente in un’aula del nostro tribunale.

Dopo il caso di lunedì scorso – davanti al giudice di pace – del barista cinese tornato un mese fa dal Paese orientale (solo dopo si scoprirà che aveva già smaltito la quarantena senza conseguenze), ieri mattina la paura è tornata prepotentemente ma al primo piano del palazzo di giustizia e specificatamente nell’aula “8” dove il giudice Silvia Guareschi sta affrontando oltre ai processi in calendario anche quattro direttissime.

Sono da poco passate le nove quando in udienza gli addetti ai lavori riconoscono in fondo all’aula, tranquillamente seduto in attesa fra il pubblico, il camionista reggiano che è sotto processo per stalking.

E lì, per precauzione, non dovrebbe esserci, perché nella scorsa udienza del processo che lo riguarda, l’imputato era stato sentito e aveva detto che per lavoro si era recato per lavoro a Lodi, nel “cuore” lombardo dei casi positivi al coronavirus.

Una presenza, quindi, pericolosa sul piano sanitario e il giudice Guareschi non ci ha messo molto ad invitarlo ad uscire dall’aula, nonostante le resistenze dell’imputato.

Stesso destino per il suo difensore bolognese, anche perché il processo è stato rinviato sui due piedi dal magistrato giudicante.

Tutto questo è avvenuto sotto gli occhi esterrefatti di chi era in attesa degli altri procedimenti, cioè forze dell’ordine, avvocati, testimoni.

Una ventina di persone che pian piano hanno preso coscienza del rischio materializzatosi per la loro salute e la tensione è salita a mille.

Non è escluso che venga fatto un tampone al camionista “incriminato” per capire se sia o meno stato contagiato dal coronavirus nelle sue trasferte lavorative a Lodi. In caso positivo (l’esito sicuro richiede comunque del tempo) scatterebbe la precisa individuazione delle persone che – ieri in aula – sono state inevitabilmente in contatto con quest’uomo. —

T.S.

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