Ai brasiliani si dichiarò celibe e agricoltore
Le testimonianze di chi aiutò la Primula Nera per i documenti Ma in Sudamerica il leader era considerato il fratello Guido
REGGIO EMILIA. Non il 22 giugno del 1953, ovvero la reale data di nascita di Paolo Bellini. Ma il 29 marzo 1953, nato a Rio De Janeiro, alle 11 di mattina, dichiaratosi celibe e figlio di Maria Conceição Da Silva, donna senza marito e proveniente da un luogo non identificato. Ignoti anche tutti gli altri familiari.
Sono queste le generalità brasiliane di Roberto Da Silva, la falsa identità attraverso la quale Paolo Bellini ottenne in Sudamerica documenti veri, durante il lungo periodo di latitanza. Di professione, Da Silva-Bellini risultava agricoltore, indicando come domicilio Copacabana.
Sette giorni dopo aver ottenuto il certificato di nascita, nel novembre 1976 Bellini-Da Silva ottiene anche la tessera elettorale, dove compare quella che di fatto è la prima fototessera del periodo brasiliano della Primula Nera.
Nella documentazione presente nell’Archivio brasiliano, Angela Maria da Silva Rangel – una delle testimoni che hanno consentito a Bellini di ottenere i documenti – afferma che la permanenza con «Paolo» sarebbe durata circa cinque mesi nel 1976, aggiungendo di aver persino visto una foto di un bambino di circa 5 anni che Bellini diceva di essere sua figlia, oltre alla fotografia dalla casa dei suoi genitori in Italia e di aver sentito che i suoi genitori avevano denaro, cosa che non sembrava invece a Sueli, altra testimone, alla quale risultava che Bellini avesse difficoltà economiche.
Quest’ultima, ovvero Sueli Leis Brasil Simões – oltre che sulla figura di Bruno Orsi, alias Ugo Mistura detto il Parmigiano – si sofferma anche su Guido Bellini, fratello di Paolo, rimasto in Brasile per circa 25 giorni e indicato «apparentemente come il leader»: «Sostenendo di possedere un hotel in Italia ha sponsorizzato tutte le spese».
I rapporti telefonici del gruppo degli italiani con il nostro Paese avvenivano attraverso le apparecchiature telefoniche della misteriosa casa Editoras Reunidas Manzon Ltda, la stessa che organizzò alcuni eventi negli hotel Nacional, Gloria e Intercontinental, al quale partecipò il gruppo: un congresso di Medicina e Chirurgia, uno per assistenti di volo e un altro sugli infortuni sul lavoro e altri.
Sempre nella stessa deposizione, Sueli Leis Brasil Simões racconta di aver incontrato Bellini «nel 1979 (novembre o ottobre), nell’angolo di Avenue Rio Branco con Rua do Ouvidor». Secondo quanto gli era stato riferito dalla stessa Primula Nera, «stava cercando di tornare in Italia senza pagare» la somma necessaria, «perché nell’edificio che si trovava sulla porta avrebbe ottenuto una “borsa di studio”».
Per quanto riguarda l’iscrizione al registro militare, la donna brasiliana ha affermato di averlo solo aiutato. E poi spiega all’intellingence brasiliana che Bellini sarebbe separato, con una figlia, senza troppe spese in Brasile, «ricevendo o chiedendo denaro da Bruno Orsi». —
E.Spa.
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