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rio saliceto, LA FIOM 

«Goldoni, no al concordato sì alla ripresa produttiva»

M.P.
«Goldoni, no al concordato sì alla ripresa produttiva»

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RIO SALICETO. Si è svolto, nei giorni scorsi, in Regione, a Bologna, il primo “tavolo di salvaguardia occupazionale”con l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla. Un incontro convocato a seguito della richiesta di concordato preventivo in bianco presentato al tribunale di Modena dalla Goldoni Arbos, azienda modenese di macchine e trattori per l’agricoltura che occupa oltre 400 lavoratori, controllata dal gruppo cinese Lovol Arbos. E mentre le istituzioni lavorano sulla continuità produttiva, è la Fiom Cgil ha chiedere a gran voce un nuovo piano industriale, sottolineando che sindacati e lavoratori «restano contrari al concordato» e hanno annunciato un assemblea da convocare - restrizioni da coronavirus permettendo – il prima possibile. . Secondo l’assessore Colla, «dopo gli sforzi fatti per uscire dalla crisi di cinque anni addietro, i lavoratori in primis, ma anche tutto il sistema dell’indotto e dei fornitori della Goldoni, meritano un chiaro percorso in grado di garantire una prospettiva di continuità industriale». All’incontro erano presenti Alberto Bellelli sindaco di Carpi e Lucio Malavasi sindaco di Rio Saliceto, i vertici italiani dell’azienda, Confindustria Emilia centro, le organizzazioni sindacali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil, le Rsu aziendali, il presidente cinese del cda in videocollegamento dalla Cina nonché il commissario della procedura concordataria, Paolo Rinaldi.

A fronte della preoccupante situazione che si è venuta a creare dopo la presentazione della domanda di concordato in bianco, l’assessore Colla ha chiesto direttamente al presidente del cda «la massima chiarezza rispetto al percorso che la società intende intraprendere». E ha aggiunto: «Siamo disponibili, come istituzioni, ad offrire la massima collaborazione per supportare le azioni che si rendessero necessarie allo scopo di garantire la continuità produttiva dello stabilimento di Migliarina di Carpi. Dopo gli sforzi fatti per uscire dal concordato nel 2015, i lavoratori e tutto il sistema dell’indotto e dei fornitori della Goldoni, meritano un chiaro percorso in grado di garantire una prospettiva industriale». Il tavolo regionale rimane aperto e pronto a riconvocarsi ogni qualvolta sarà necessario. Nei prossimi giorni saranno calendarizzate in sede aziendale gli incontri necessari per iniziare da subito a definire la cornice essenziale del nuovo progetto industriale per la ripresa produttiva e tutela del lavoro.

Di parere diverso il sindacato. «Permane la contrarietà sindacale al concordato preventivo, in quanto si ritengono possibili percorsi meno impattanti su fornitori e lavoratori, ugualmente in grado di sanare la situazione in cui versa l'azienda. Situazione già preventivata al momento del subentro della proprietà cinese che doveva vedere la sua evoluzione positiva attraverso il programma e gli investimenti previsti, programma che si è interrotto nella seconda metà del 2019 in coincidenza con il ritardo e poi la sospensione dei pagamenti ai fornitori». Così esordisce Angelo Dalle Ave, segretario della Fiom Cgil di Modena dopo l’incontro in Regione.

In un comunicato diffuso ieri, la Fiom e la Rsu Goldoni Arbos considerano l’incontro di mercoledì come «la tappa di un percorso che deve portare in tempi rapidi alla definizione di un progetto industriale degno della storia e del prestigio che la Goldoni rappresenta per il territorio». E Angelo Dalle Ave ha aggiunto: «L’urgenza è la ripresa produttiva coniugata alla garanzia delle condizioni materiali e alla sicurezza dei lavoratori, prevedendo la regolare corresponsione delle prossime retribuzioni, già colpite dal congelamento sospensivo dei crediti precedenti al 13 febbraio, data di ammissione al concordato per effetto della legge che lo regolamenta. Questa norma ha comportato, per i lavoratori, il dimezzamento della busta paga di febbraio e l'impossibilità di utilizzare ferie, permessi e Tfr maturati fino a quella data. Data le difficoltà del periodo legate all’emergenza sanitaria, la Fiom Cgil è impegnata a informare insieme alle Rsu i lavoratori utilizzando tutti i mezzi possibili. Appena possibile, sarà convocata una assemblea con tutti i lavoratori per valutare lo stato della vertenza e decidere altre eventuali iniziative». —

M.P.

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