I commercianti si mettono insieme per riportare i reggiani in centro storico
Sono 180 gli esercenti che aderiscono alla pagina facebook con lo scopo di sfidare la crisi del settore e le chiusure
«Io ci metto la faccia» è lo slogan lanciato, su facebook, dai commercianti del centro storico per rilanciare Reggio. Tradotto: «Noi negozianti ci stiamo chiedendo “dove abbiamo sbagliato?” e proviamo a fare la nostra parte. Ma non siamo i soli protagonisti a dover scendere in campo. Una ricetta vincente è fatta da più ingredienti insieme, giusto? Ecco che gli altri sono: gli amministratori comunali, che devono fare il loro pezzo chiedendosi cosa possono fare, e i reggiani, che devono tornare a popolare l’esagono».
Ben 180 esercenti, da qualche settimana, nei ritagli di tempo mettono da parte i “ferri del mestiere” per lanciarsi dalla piazza reale anche sulla piazza virtuale, per sfidare la crisi del settore e lo svuotamento progressivo del centro, che va al di là del Coronavirus. È nata infatti una pagina facebook che si chiama “Reggio Emilia per il centro storico” nella quale hanno deciso di presentarsi uno per uno, ma anche di raccontare le eccellenze locali, l’offerta della città, di parlare dei luoghi da visitare, dell’enogastronomia, dell’artigianato e di tanto altro. Di fatto, raccontano il bello che si può trovare a Reggio. D’altronde l’anima dell’esagono sono loro: senza le attività commerciali il centro non sarebbe lo stesso. E le troppe serrande abbassate e insegne spente ce lo ricordano ogni giorno. I negozianti portano avanti con amore e dedizione il loro lavoro e, ora, uniti, cercano anche attraverso questa nuova pagina di invogliare di nuovo i reggiani a scoprire e riscoprire Reggio.
Ce ne parla in particolare Roberta Casoli, proprietaria di Personal Shopper, che anni fa aveva aperto quasi per scherzo questa pagina facebook, pagina che ha deciso di riattivare da un paio di settimane dopo aver parlato con altri commercianti che, come lei, vorrebbero vedere rivitalizzarsi la città. «Abbiamo deciso di unire le forze – ci spiega – per creare di nuovo un legame tra cittadino e città storica. Che piaccia o no, il centro, patrimonio artistico, culturale e rappresentativo di una realtà comunale, è comunque il biglietto da visita della nostra città e della nostra provincia per tutte le eccellenze in cui siamo grandi ed è dovere di tutti impegnarsi a tenerlo vivo».
Inoltre, essendo coloro che, come si diceva, il centro lo conoscono come le loro tasche e ne hanno vissuto direttamente la trasformazione, qualche idea su come rilanciarlo ce l’hanno chiara. «Il nostro intento non è assolutamente accusatorio né tanto meno polemico, ma basterebbe guardare anche solo cosa fanno le cugine Parma e Modena: si sanno vendere meglio. È sotto gli occhi di tutti. Puntiamo di più al bello. Guardiamo anche a quali servizi c’erano negli anni ’80-‘90 quando il centro era vivissimo. Rendiamolo più accessibile: oggi i parcheggi sono pochi o cari o lontani. Un tempo diversi autobus arrivavano nelle piazze o vie centrali: bisognerebbe ripensare i mezzi pubblici riportandone di più in centro. E i parcheggi scambiatori non sono sufficienti, pensiamo ad esempio agli anziani? Abbiamo l’alta velocità, a Reggio arrivano persone da ogni dove: vendiamoci meglio, facciamo in modo che vengano invogliate a fermarsi a Reggio». E conclude: «Crediamo che Reggio si possa risollevare e che meriti di essere rilanciata e non bistrattata. Insieme, uniti, commercianti, amministratori e cittadini possiamo fare grandi cose: Reggio se lo merita». —
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