Coronavirus, in provincia di Reggio Emilia 31 contagi: «Su Montecchio pronti per misure adeguate»
Nella nostra provincia riscontrate undici nuove positività in un solo giorno. Venturi, neocommissario: «Reggio non è zona rossa, presto potenzieremo la rete ospedaliera»
REGGIO EMILIA. «Su Montecchio se serviranno prenderemo misure adeguate». Un’ulteriore emergenza nel pieno dell’emergenza Coronavirus, finita subito sul tavolo dell’ex assessore Sergio Venturi, da ieri commissario ad acta e tornato in pista appena pochi giorni dopo aver ceduto il passo al neo assessore, Raffaele Donini (articolo a pagina 3, ndr).
IL TREND
Un nuovo debutto per l’ex assessore, avvenuto all’indomani delle misure drastiche assunte al Franchini di Montecchio – dove sono stati messi in quarantena un numero imprecisato di medici e infermieri e dove sono stati chiusi o riorganizzati i reparti – proprio nel giorno in cui la nostra provincia ha registrato il maggior aumento di casi positivi rispetto alla giornata precedente: 11 i casi in più nel Reggiano, passati così in 24 ore dai 20 di mercoledì ai 31 di ieri. Sono saliti invece a 698 i casi di positività in regione, 154 in più rispetto a mercoledì, anche sulla base di un aumento significativo dei campioni refertati, passati da 2.385 a 2.884. Sempre a livello regionale, i casi positivi sono in maggioranza persone con sintomi modesti o privi di sintomi: 299 i pazienti in isolamento a casa perché non necessitano di cure ospedaliere, 32 i ricoverati nelle terapie intensive (sei in più rispetto a mercoledì). Numeri ai quali purtroppo si aggiungono altri otto decessi, portando a 30 il novero complessivo. Ma contemporaneamente aumenta il numero di “clinicamente guariti”, cioè pazienti che, dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, diventano asintomatici, Mercoledì erano sei, ieri erano dieci.
I DECESSI
I decessi riguardano tre residenti nella provincia di Parma, di cui una donna di 92 anni e due uomini di 89 e 73 anni; quattro i decessi nella provincia di Piacenza, di cui tre donne di 81, 85 e 87 anni e un uomo di 76. Deceduto anche un uomo di 68 anni della provincia di Bologna. Per sei dei nuovi decessi sono in corso approfondimenti per verificare se, come nei casi precedenti, si tratti o meno di pazienti con patologie pregresse.
IL REGGIANO
Per quanto riguarda i nuovi casi di positività diagnosticati nella nostra provincia, dall’Ausl di Reggio non sono state fornite indicazioni sulla loro localizzazione. Ma, come fatto mercoledì dal Comune di Luzzara, sono state alcune singole amministrazioni a informare autonomamente la cittadinanza attraverso le proprie pagine Facebook, invitando a evitare allarmismi e a rispettare le precauzioni igienico-sanitarie. È quanto fatto ieri da Sant’Ilario e Cavriago, a dimostrazione che – al netto di casi presi in carico da Ausl di altre provincia – la geografia del contagio si è ancora estesa, dopo aver toccato la stessa Luzzara, Reggio, Quattro Castella, Poviglio, Boretto, Cadelbosco Sopra, Correggio, Scandiano, Casalgrande, San Martino in Rio, Castelnovo Sotto e Rolo, Comuni questi ultimi due dove ci sono stati due dei dieci pazienti clinicamente guariti in Emilia-Romagna. Cinque dei nuovi casi reggiani sono in quarantena domiciliare, quattro sono ricoverati in malattie infettive o in altri reparti e due in terapia intensiva.
IL RIORDINO
Un’emergenza che, come dimostrato da quanto avvenuto a Montecchio – dove il caso di positività di un degente ricoverato per cause diverse dal Coronavirus è stato riscontrato solo in un secondo momento – sta mettendo sotto pressione l’intero sistema sanitario. «C’è una tendenza stabile all’aumento di casi positivi», ha spiegato ieri Venturi, commentando i numeri, specificando che Reggio non rischia di diventare “zona rossa” e alzando ulteriormente la soglia di attenzione per il Piacentino e il Riminese. «In Emilia-Romagna siamo in grado di curare tutti nel luogo migliore e nel modo più appropriato – ha aggiunto Venturi – A breve presenteremo analisi e decisioni per il potenziamento della rete ospedaliera». E ancora: «Abbiamo bisogno di ammalarci di meno. Facciamo questo sacrificio: cerchiamo di dare meno tregua al virus, e un po’ di tregua agli ospedali». Obiettivi da perseguire d’intesa con l’unità regionale di crisi: «Siamo in contatto costante con i Comuni e c’è un piano operativo», ha sottolineato il sottosegretario alla presidenza, Davide Baruffi. —
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