La stazione intitolata alla memoria del 2 agosto 1980
REGGIO EMILIA. La stazione di Bologna potrebbe essere presto intitolata alla memoria della strage del 2 agosto 1980. Un auspicio già espresso dal sindaco bolognese Virginio Merola e rilanciato dal presidente dell’Associazione delle vittime, Paolo Bolognesi. Proprio in vista del prossimo 2 agosto, il Comune di Bologna ha fatto sapere di aver invitato alle commemorazioni il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Il dialogo tra l’amministrazione e Ferrovie va avanti da mesi: lo scalo non cambierebbe il nome originale “Bologna Centrale”, ma aggiungerebbe alla normale dicitura il richiamo alla data della strage. Al momento non ci sono certezze che questo possa avvenire entro il prossimo 2 agosto, ma la scelta sarebbe significativa nell’anno del quarantennale della bomba. Sullo sfondo, la nuova inchiesta della Procura generale sui mandanti, chiusa con quattro avvisi di fine indagine, tra cui l’ex Avanguardia Nazionale Paolo Bellini, che avrebbe agito in concorso – tra gli altri – con il capo della P2, Licio Gelli. Avvisi notificati anche all’ex generale Quintino Spella, l’ex carabiniere Piergiorgio Segatel e Domenico Catracchia, amministratore degli appartamenti di via Gradoli a Roma in cui si rifugiarono sia le Brigate rosse sia i Nar. «Ci auguriamo che si possa fare completamente luce sui retroscena della strage», è l’auspicio di Bolognesi. C’è, inoltre, un appello a realizzare nello scalo un «luogo della memoria» che spieghi ai viaggiatori la storia dell’attentato. L’iniziativa è stata lanciata dalla rivista online “Cantiere Bologna”: tra i primi sostenitori Neri Marcorè, Lella Costa e Ivano Marescotti, il cantautore Gaetano Curreri, il politologo Piero Ignazi, l’imprenditore Lorenzo Sassoli de Bianchi, i giornalisti Michele Serra, Gad Lerner e Sandra Zampa (sottosegretaria alla Salute), l’editore Federico Enriques. —
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