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Reggio Emilia, stop anche allo smog: le polveri sottili non fanno più paura

Luciano Salsi
Reggio Emilia, stop anche allo smog: le polveri sottili non fanno più paura

A rendere l’aria più pulita oltre al vento e alla pioggia sono stati i provvedimenti presi contro il Coronavius che hanno ridotto il traffico 

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REGGIO EMILIA In passato dall'aria che respiriamo veniva soltanto la minaccia subdola delle poveri sottili particolarmente insidiose nella pianura padana, la regione più inquinata d'Europa. Pochissimi allora cercavano di proteggersene indossando in strada la mascherina, che oggi sta diventando indispensabile per difendersi dal coronavirus.

Eppure in questi giorni godremmo di un'atmosfera purissima, se non dovessimo fare i conti con questo nemico ben più temibile. Dobbiamo ringraziare il vento e la pioggia, che hanno disperso le sostanze inquinanti, ma anche la chiusura delle scuole e la diminuzione di tante attività produttive imposte o suggerite per prevenire il contagio. Ne è derivato, infatti, un netto calo del traffico veicolare e, quindi, delle emissioni da cui proviene gran parte delle polveri sottili.

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È il classico rovescio della medaglia capace di dare un po' di conforto nelle situazioni più disastrose. Gli ultimi dati registrati dalle centraline dell'Arpa dimostrano un netto miglioramento sotto il profilo ambientale. A Reggio il limite di 50 microgrammi al metro cubo fissato dalla normativa europea era stato superato ampiamente dall'inizio dell'anno. Da allora si erano contati 32 giorni di sforamento su 56, cosicchè erano state ripetutamente introdotte le misure emergenziali che aggravano le ordinarie restrizioni della circolazione automobilistica e del riscaldamento domestico. L'ultimo picco di inquinamento si era verificato sabato 22 febbraio, quando a Reggio erano stati misurati 76 microgrammi di polveri sottili e domenica 23, quando se ne erano rilevati 69. Il giorno dopo, quando è scattata la chiusura delle scuole, si è scesi a 63 microgrammi. Martedì 25 ce n'erano ancora 60, ma mercoledì 26 le sostanze inquinanti sono state disperse da folate di vento impetuoso. La concentrazione, quindi, è crollata a 27 microgrammi e a 10 il giorno dopo, rimanendo poi da allora al di sotto della soglia, grazie anche alla pioggia caduta l'1, il 2 e, copiosa, il 3 marzo. —




 

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