Timori per l’epidemia Negozi e supermercati cavalcano il boom della spesa a domicilio
Anche a Reggio Emilia impennata degli ordini La coda ora è virtuale e sulle piattaforme web
il NUOVO corso
ENRICO L. TIDONA
«A seguito dell’eccezionalità del momento, stiamo ricevendo un numero molto elevato di ordini». La scritta non compare fuori dalla porta di un supermercato ma su quella di un sito.
Archiviato infatti l’assalto agli scaffali del 23 e 24 febbraio scorsi, la situazione nei supermercati è tornata nei ranghi. Ma l’assalto si è solo spostato verso i negozi sul web. Basta leggere l’incipit pubblicato sul sito di EasyCoop per capire dove tira il vento, che viste le tante richieste suggerisce «prima di effettuare la spesa, di verificare la disponibilità della fascia di consegna desiderata e di prenotarla».
Da tempo le principali catene dei supermercati stanno investendo sulle consegne a domicilio ma con l’arrivo delle restrizioni e delle cautele introdotte con l’emergenza Coronavirus, le piattaforme sono state investite da un boom di richieste, con code virtuali anche sul web, dove però si è corsi ai ripari accelerando ancora di più sul servizio.
EasyCoop, piattaforma web di Coop Alleanza 3.0 attiva anche su Reggio Emilia, è operativa in molti dei territori appartenenti alla cosiddetta “zona rossa” da Covid-19.
«Il servizio opera regolarmente in Emilia-Romagna, per un totale di 80 Comuni, distribuiti nelle province di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia» fanno sapere dall’azienda che ha sede a Bologna. «Abbiamo registrato un importante aumento della domanda simile a quanto avvenuto in tutta la grande distribuzione online e non. Non si sono verificati né disagi né disservizi. A differenza di altri abbiamo mantenuto inalterato il nostro servizio (risulta che alcuni hanno smesso di accettare il pagamento alla consegna). In alcuni casi l’incremento della domanda ha saturato la disponibilità di fasce di consegna a breve termine (1-3 giorni). In altri, abbiamo registrato qualche piccolo ritardo nelle consegne, in ogni caso sotto la media del settore».
Le consegne a domicilio non sono ancora pratica comune. Prova ne è Conad, che sta sviluppando proprio in questo periodo la piattaforma facendo test sulla città di Parma e che, non appena sarà a regime, conta di estendere il servizio ovviamente su Reggio e sulle altre città.
La macchina delle consegne è già ben oliata per Esselunga, che a Reggio ha una delle principali insegne concorrenti dei supermercati delle coop. «Nonostante l’elevata richiesta, stiamo consegnando le spese ai nostri clienti senza criticità – fanno sapere dall’azienda – In questo momento sulla zona di Reggio Emilia abbiamo un’attesa di due giorni». Ma a ridosso dell’emergenza era stato direttamente Sami Kahale, amministratore delegato di Esselunga, a commentare l’evoluzione della spesa nel carrello: «Esselunga ha affrontato un aumento significativo e inaspettato della domanda, a causa della diffusione del Coronavirus. Molti clienti si sono rivolti al servizio e-commerce con una richiesta cinque volte superiore al normale e dopo una iniziale difficoltà la app e il sito, sono pienamente funzionanti. Per una maggiore sicurezza gli autisti non entreranno nelle case e le spese saranno consegnate davanti alla porta».
Sono infatti cambiate anche le disposizioni e le buone norme all’interno dei supermercati, che spingono i clienti a evitare i contatti utilizzando i servizi telematici di consegna a domicilio. «A seguito delle indicazioni delle autorità competenti sono state sospese le attività straordinarie in negozio come gli eventi per la degustazione dei prodotti, le attività negli spazi bimbi ed è stata predisposta la chiusura dei Bar Atlantic in Lombardia. Sono stati annullati i corsi di formazione e limitate le trasferte e sono state divulgate a tutti i livelli le indicazioni igienico sanitarie stilate dalle autorità».
Sono tantissimi anche i piccoli negozi, le botteghe e gli alimentari reggiani che hanno attivato in questi giorni le consegne a domicilio. In maniera meno strutturata e più informale rispetto alle grandi catene che hanno automatizzato le prenotazioni. Le soluzioni sono però capillari e riguardano servizi di vicinato. Per alcuni si tratta di non ridurre gli incassi, per altri si tratta di una questione di sopravvivenza. —
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