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Coronavirus, pronti gli “ospedali Covid-19” riservati a gestire l’emergenza. In provincia 44 casi, 16 in terapia intensiva

Leonardo Grilli
Coronavirus, pronti gli “ospedali Covid-19” riservati a gestire l’emergenza. In provincia 44 casi, 16 in terapia intensiva

Attualmente l'ospedale individuato nella nostra provincia sarebbe quello di Guastalla che all'occorrenza si adatterebbe meglio alle esigenze

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REGGIO EMILIA. Degli ospedali riservati unicamente alla gestione dell’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus in regione. È questa la novità emersa dalla conferenza stampa dell’assessore alla Sanità, Sergio Venturi.

Un’opzione alla quale si sta già lavorando attivamente nelle province che contano il maggior numero di contagiati e che potrebbe presto diventare realtà anche nel territorio di Reggio Emilia. Attualmente l'ospedale individuato nella nostra provincia sarebbe quello di Guastalla che, per caratteristiche, all'occorrenza si adatterebbe meglio alle esigenze.

«Stiamo cercando di differenziare i servizi sanitari per far fronte alla situazione – ha spiegato Venturi – ci saranno ospedali solo Covid-19, altri dedicati agli interventi chirurgici programmati» e così via.

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Si tratterà di «strutture piccole che saranno utilizzati solo per questo per qualche mese e comunque finché ve ne sarà necessità». A questo proposito il riserbo da parte delle fonti ufficiali dell’Ausl reggiana è massimo ma nei prossimi giorni, forse già oggi, potrebbe essere presa una decisione in tal senso anche nella nostra provincia.

Complessivamente, ha chiarito l’assessore, «stiamo riprogrammando l’attività ordinaria degli ospedali in tutta la regione, rimandando ad esempio le cose non urgenti. Ma l’Emilia-Romagna è larga e abbiamo situazioni differenti da provincia a provincia, non avrebbe senso rimandarli in territori come ad esempio Ferrara mentre a senso farlo a Piacenza. Daremo indicazioni alle aziende sanitarie di rimandare interventi chirurgici minori e non urgenti per fare spazio a quello che dobbiamo affrontare oggi. Stiamo assumendo medici, infermieri e specializzandi, proporremo al Governo alcuni accorgimenti che riguardano chi è uscito a quota 100 e c’è la proposta di anticipare i diplomi di laurea di infermieristica di tre mesi».

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Precisando che «il sistema tiene», Venturi si è poi soffermato su un caso specifico: i 16 nuovi contagiati che hanno contratto il virus in una bocciofila del circondario imolese: «Ora è chiusa ma torno a raccomandare fortemente agli anziani di soprassedere per alcune settimane ai momenti di socialità».

Allo studio, inoltre, ulteriori provvedimenti restrittivi nei confronti di «palestre, piscine o corsi di ballo. Spesso i cittadini chiedono perché chiudete le scuole mentre si può andare ad esempio in piscina e ci sono strutture di questi tipo con centinaia di fruitori».

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I NUMERI. In Emilia-Romagna sono complessivamente 870 i casi di positività al Coronavirus, 172 in più rispetto all’aggiornamento di ieri pomeriggio. E passano da 2.884 a 3.136 i campioni refertati. Si tratta di dati disponibili e accertati alle 12 di oggi, sulla base delle richieste istituzionali.  

Si conferma anche oggi che si tratta in maggioranza di persone che presentano un quadro clinico non grave, con sintomi modesti o addirittura privi di sintomi. 366 sono infatti i pazienti che non necessitano di cure ospedaliere e quindi sono a casa, dove rispettano l’isolamento previsto; 52 i pazienti ricoverati in terapia intensiva (20 in più rispetto a ieri).

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Tra ieri e oggi, è aumentato, passando da 10 a 17 il numero delle guarigioni, 16 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e una dichiarata guarita a tutti gli effetti perchè risultata negativa in due test consecutivi; ma purtroppo sale anche il numero dei decessi, passati da 30 a 37.

I 7 nuovi decessi riguardano 5 piacentini: 4 uomini, rispettivamente di 77, 82, 83, 85 anni e una signora di 94, tutti deceduti al nosocomio di Piacenza; e due donne della provincia di Parma, di 84 e 68 anni, decedute all’ospedale di Parma.  

La grande maggioranza delle persone decedute aveva patologie pregresse, a volte plurime; per un decesso sono invece ancora in corso gli approfondimenti.

In dettaglio, questi sul territorio i casi di positività, che si riferiscono sempre non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 426 Piacenza (48 in più rispetto a ieri), 180 Parma (31 in più), 93 Rimini (25 in più), 73 Modena (28 in più), 44 Reggio Emilia (13 in più), 41 Bologna (22 in più rispetto a ieri), 4 Forlì-Cesena,(in numero stabile rispetto a ieri), 8 Ravenna (5 in più rispetto a ieri). Per la prima volta si riscontra 1 caso positivo nella provincia di Ferrara.

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