«Il Comune passa alle querele c’è chiusura e poca chiarezza»
Ex Kis: Zani (opposizione) e Giacca (comitato Aria pulita) sulla svolta giudiziaria «In tanti anni di battaglie civili confronti anche aspri, ma mai a questi livelli»
CADELBOSCO SOPRA. «Dialogo, Partecipazione, Comunità. Le parole d’ordine della vicina campagna elettorale si sono tramutate in pochi mesi in Chiusura, Poca chiarezza, Querele. E quando si usa il solo linguaggio della querela e della denuncia, la situazione diventa preoccupante».
Così esordisce Marino Zani, capogruppo di opposizione “Cadelbosco per tutti”, dopo essere venuto a conoscenza delle sei notifiche consegnate ad altrettanti cittadini a mezzo carabinieri di Cadelbosco Sopra da parte della questura di Reggio Emilia, e più precisamente dalla polizia postale.
«In questi giorni in cui lo sguardo di tutti è proiettato all’Italia, se non addirittura al mondo intero, in questo clima ovattato, rallentato e surreale in cui siamo immersi, c’è chi ci riporta alla nostra abituale quotidianità che tanto ci manca – prosegue Marino Zani –. Ci riporta con i piedi per terra. Insomma, ci risiamo. Torniamo in un lampo in paese, al solito clima degli ultimi mesi, surreale anche questo, d’altronde. Alcuni cittadini impegnati nella battaglia sull’insediamento ex-Kis sono stati convocati dalla polizia postale per una notifica di denuncia per i loro post sui social. Abbiamo già sottolineato che non è reprimendo che si placa il dissenso, ma con la chiarezza delle proposte, con fatti concreti, con ascolto dei cittadini. Insomma, facendo quello per cui si è stati eletti: il consigliere comunale, il sindaco e l’assessore. Un amministratore è chiamato a gestire situazioni pubbliche anche difficili e deve essere consapevole dell’importante ruolo di rappresentanza di tutti i cittadini, dell’importante ruolo istituzionale che ricopre. Le “chiacchiere da bar” e le reazioni scomposte non si addicono a tale ruolo. Fa parte delle regole del gioco essere criticati mentre si amministra, o contrastare le critiche con la propria “azione politica”, non con le querele. Forse non è chiaro a tutti che la sala del consiglio non è un’aula di tribunale. Purtroppo questo modo di agire porta a una tensione che è sfociata anche di recente in un grave episodio a margine dell’ultimo consiglio comunale, dove si è cercato di reprimere il dissenso con una sconveniente aggressione verbale. Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di una squadra inadeguata a gestire la situazione», conclude il capogruppo di minoranza di “Cadelbosco per tutti”.
Anche Claudio Giacca, presidente del comitato “Aria pulita”, si dichiara «sconcertato» per la vicenda delle notifiche ai cittadini che scrivono post su “Se sei di Cadelbosco”, oltre che agli amministratori della pagina Facebook, probabilmente per una loro presunta “responsabilità oggettiva”.
«In undici anni di battaglie civili sia con l’ex sindaca Cavalchi e con l’ex sindaca Tellini – commenta Claudio Giacca – nonostante serrati confronti, anche aspri, non è mai successo che arrivassero, da parte delle passate amministrazioni comunali, convocazioni a cittadini con l’invito a comparire davanti ai carabinieri o ispettori della polizia postale. Stiamo tornando indietro di cento anni. Io, recentemente, sono stato attaccato, anche pesantamente, ma non sono mai andato a denunciare nessuno. Per quanto mi riguarda, alla prima assemblea che potremo organizzare dopo la psicosi “Covid19”, chiarirò con i cittadini la mia posizione». —
Mauro Pinotti
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