Gazzetta di Reggio

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l’idea 

«Con questi adattatori “ricicliamo” il vintage»

A.Z.

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REGGIO EMILIA. Curve, controcurve, rettilinei, traguardo e partenza. Ma soprattutto tanta tecnologia e progettazione da Formula 1. Questi i segreti delle automobiline che hanno reso celebre il marchio reggiano nel mondo. «In effetti, dopo avere lavorato qualche anno sulle Ferrari F1, qualche idea l’ho messa in pratica anche nei nostri modelli», dice Ferrari. «Le macchinine hanno assali in acciaio rettificato – spiega Gibertoni –, bronzine in bronzo sinterizzato, ruote in alluminio e non in plastica come quelle dei nostri maggiori competitor, in modo da risultare perfettamente rotonde. Alcune macchine hanno le luci per la notturna». Sono tantissimi i modellini proposti per un mercato mondiale che ama in particolare la auto del Gruppo C, quello delle corse di durata. E di alcuni modelli viene anche fornita una scatola celebrativa che ricorda la vittoria in questa o quella competizione. Ma tra le ultimissime novità, ecco l’idea innovativa: due adattatori che consentono di far uscire da cassetti e soffitte, le vecchie piste anni ’70 a marchio Polistil o Policar.

«Siamo partiti dal rammarico di alcuni amici – testimonia Ferrari – che non potevano usare la loro vecchia pista con le automobili vintage. Ecco nascere così i due adattatori che costano pochissimo, ma rendono funzionante la vecchia pista, adattandola alla nuova».

E tra le idee innovative, anche il trasformatore con velocità regolabile in modo da aiutare i bambini più scatenati a tenere in pista le auto prima di acquisire la giusta consapevolezza. —

A.Z.

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