Corsi teatrali chiusi per 6.446 studenti e attività sospese per una settimana
La decisione è stata presa da 16 realtà di tutta la provincia Appello al Governo: «Non lasciate a noi l’onere della scelta»
reggio emilia. Le scuole teatrali provinciali unite contro il Coronavirus e di fatto costrette alle chiusura temporanea. Venerdì mattina al Teatro San Prospero si sono riunite sedici tra associazioni culturali e professionisti della formazione teatrale reggiani per decidere cosa fare e come poter riorganizzare le proprie attività alla luce delle nuove misure contro l’epidemia.
All’incontro erano presenti le associazioni e i gruppi Arscomica, Ars ventuno centro delle arti, Le rane, Quinta parete, Mamimò, Compagnia teatro del cigno, Etoile centro teatrale europeo, Fondazione famiglia Sarzi, Maria Antonietta Centoducati, Matteo Carnevali teatro, Noveteatro centro teatrale Novellara, Nuovo teatro San Prospero, Teatro dell’orsa - Casa delle storie, Patty Garofalo - Liberamente teatro, Sipario aperto e Spazio EffeBi 19. Realtà che complessivamente coinvolgono 1.957 corsisti distribuiti su 19 Comuni e 4.489 alunni in 162 diversi progetti attivati presso scuole di città e provincia.
Dalla riunione è emerso come l’imposizione di una distanza minima di un metro tra le persone all’interno di spazi chiusi non vieti esplicitamente lo svolgimento di attività didattiche teatrali ma le renda di fatto impossibili. Le compagnie e le associazioni hanno quindi deciso la chiusura degli spazi fino al prossimo 15 marzo. La rete di scuole di teatro chiede però «che il Governo e gli enti locali dichiarino l’impossibilità di aprire per causa di forza maggiore i luoghi di svolgimento dei corsi, senza lasciare alle singole realtà l’onere di una scelta che al momento ci pare obbligata».
La volontà è comunque quella «di non interrompere il servizio culturale reso ai cittadini, soprattutto in un momento tanto difficile. Sono allo studio modalità alternative di fruizione dei corsi di teatro e delle attività educative». —
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