Gazzetta di Reggio

Reggio

la protesta 

Gli educatori chiedono un reddito di quarantena

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“Reinternalizzazione contro il virus sella precarietà”. E, ancora, “stesse tutele e stessi diritti per tutti i lavoratori della scuola”. Sono solo alcuni degli striscioni appesi ieri mattina sui portoni chiusi di molte scuole reggiane dagli educatori scolastici dipendenti di cooperative sociali che gestiscono servizi all’integrazione e territoriali in appalto con il Comune. Lavoratori, scrivono il sindacato Adk Cobas e il Collettivo Eduki, «esternalizzati e che in queste due settimane non sapevano se avrebbero ricevuto lo stipendio o meno, a differenza dei loro colleghi docenti, di sostegno e non». Dopo che «supereremo, insieme, questa epidemia, vorremmo provare a guarire dal virus degli appalti e della precarietà. Per questo chiediamo che venga garantito un reddito di quarantena per tutti i lavoratori che hanno contratti che non prevedono tutele di questo tipo».

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