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Coronavirus, troppa folla: il bar del parco delle Caprette toglie le sedie

Coronavirus, troppa folla: il bar del parco delle Caprette toglie le sedie

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REGGIO EMILIA  Chiuso il bar del parco delle Caprette. A deciderlo è stato il Centro Sociale Papa Giovanni XXIII dopo la ressa registrata domenica scorso e dopo l'invettiva del sindaco Luca Vecchi contro gli assembramenti lungo il polmone verde a ridosso della città.

Da tempo la Papa Giovanni gestisce il bar del parco e oggi ha emesso un comunicato spiegando le ragioni della chiusura: "Abbiamo sempre cercato di fare il nostro lavoro nel rispetto dei clienti e con un’attenzione al contesto e alla città. Ieri purtroppo abbiamo assistito ad una situazione che non ci saremmo aspettati: nel parco, intorno a noi, c’erano tantissime persone, molte delle quali a distanza estremamente ravvicinata e che si comportavano come accade in una classica bella giornata primaverile, senza capire che nel nostro Paese e nella nostra città sta accadendo qualcosa di molto diverso dal solito e dobbiamo lavorare insieme per tutelarci gli uni gli altri. Per questo motivo oggi abbiamo deciso di chiudere il bar e nei prossimi giorni di ritirare tutte le sedie che mettevamo a disposizione dei clienti, per evitare che possano essere utilizzate senza rispettare le distanze indicate per la tutela della salute, per sottolineare la necessità di tenere alta la guardia contro i rischi e di fare il possibile per limitare spostamenti e contatti".  

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Ecco cosa recita il cartello affisso fuori dal bar

"Gentili clienti, in considerazione dell’emergenza Covid 19 e del Decreto promulgato che invita i cittadini a mantenere le distanze di sicurezza, dopo il grande afflusso al parco che abbiamo notato ieri, che a nostro avviso era eccessivo e in molti casi non permetteva il rispetto delle distanze minime fra i cittadini presenti, abbiamo pensato fosse opportuno dare un segnale chiaro per sottolineare il RISCHIO reale di questa situazione.  Per questo motivo oggi terremo chiusa l’attività e da domani la riapriremo ma togliendo le sedie esterne che purtroppo vengono spostate dai clienti creando assembramenti non rispettosi delle distanze minime.   Da questa situazione possiamo uscirne vincenti insieme, ma solo se mostreremo la consapevolezza e il senso di responsabilità necessari".

 

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