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Egoisti in fuga da Milano e un disperato bisogno di leader

Egoisti in fuga da Milano e un disperato bisogno di leader

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La notte del 7 marzo 2020 resterà una delle più drammatiche vissute da questo paese dai tempi della guerra. Calpestata da una folla d’egoisti anonimi in fuga precipitosa da Milano, s’è sgretolata la politica degli slogan e dell’immagine, la politica al tempo di Twitter e di WhatsApp, la politica del messaggio veloce a basso consumo di caratteri che si era andata imponendo negli ultimi anni e che, nel momento dell’emergenza, si è mostrata in tutta la sua tragica inadeguatezza. Si è sgretolata un’intera classe politica di figure inconsistenti che trasmettono in diretta Facebook dai palazzi istituzionali. Sarebbero servite decisioni ponderate e ragionevoli, magari pure impopolari, fondate su informazioni accurate e su analisi approfondite. Sarebbe stato necessario riflettere tanto, parlare poco e fare il giusto. E invece la bulimia comunicativa che scandisce i tempi della nuova politica ha dominato pure la gestione della crisi. Bozze di decreto legge in pasto alla stampa con una cinquantina d’ore d’anticipo, #milanononsiferma ma forse è meglio se si ferma, scuole chiuse forse sì forse no, aperitivi in zona rossa, show in mascherina, attacchi al governo, attacchi al governo della Francia, attacchi all’opposizione, attacchi agli allarmisti e ai non allarmisti. Un’orgia di click e di provvedimenti e di parole esauritasi con Zingaretti che annuncia il suo contagio dopo giornate passate a postare immagini di brindisi e sorrisi. Intendiamoci: l’epidemia di coronavirus è un fatto epocale. Nessuno aveva un manuale d’istruzioni, nessun governo avrebbe potuto farsi trovare davvero preparato. Ma l’intera classe politica italiana ha dato prova di essere specchio fedele di quell’umanità irrazionale che prende le cose tanto alla leggera da violare la quarantena per una settimana bianca in Trentino o che si fa prendere dal panico e fugge di notte dalla Lombardia come se stessero arrivando i lanzichenecchi. E siccome la nostra umanità non è né migliore, né peggiore di quella che gli altri, vedremo presto gli effetti negli Usa delle spacconerie di Trump che una settimana fa annunciava di aver sconfitto il coronavirus. La verità è che il mondo non ha bisogno di muri e barriere, che di questi tempi sono utili come le forchette per il brodo. C’era invece un disperato bisogno di leader con i nervi saldi, solo che nessuno se n’era accorto. È troppo tardi. —

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