Rossi: «Ridurre al minimo l’attività parlamentare»
L’onorevole del Pd plaude al nuovo decreto restrittivo varato dal Governo «Dobbiamo limitarci a prendere decisioni su due temi: sanità ed economia»
Reggio Emilia si ferma. Da ieri siamo ufficialmente “zona rossa” e il decreto del Governo firmato nella notte tra sabato e ieri parla chiaro: vietati gli spostamenti in entrata e in uscita dalla nostra provincia, ma anche vietati gli spostamenti all’interno degli stessi territori «salvo che per gli spostamenti motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza». Oltre a una lunghissima lista di prescrizioni che vanno dalla chiusura dei musei a quella delle scuole (fino al 3 aprile), dalla sospensione dei matrimoni alla chiusura alle 18 per bar e ristoranti.
Limitazioni che riguardano tutti i cittadini e quindi anche i parlamentari reggiani che, come tanti altri colleghi residenti in “zone rosse”, devono fare i conti con le nuove drastiche misure. È pronto a confrontarsi con «una fase straordinaria e assolutamente nuova» Andrea Rossi, parlamentare deputato del Pd: «A maggior ragione dopo l’ultimo decreto – dice Rossi – è evidente che il lavoro parlamentare avrà una frenata. Dobbiamo essere i primi a mostrare responsabilità: da giorni usiamo Skype per le riunioni, ci sentiamo spesso per telefono ed evitiamo contatti diretti. Relativamente all’attività parlamentare confido nel fatto che ci potremo concentrare su ciò che in questo momento serve davvero al Paese prendendo le decisioni più urgenti, quelle che riguardano sanità e economia».
Cosa succederà in pratica? «Stiamo aspettando direttive – prosegue l’onorevole – che dovrebbero arrivare martedì. Sostanzialmente si dovrà decidere tra il voto telematico e il voto scaglionato per evitare assembramenti».
Per il resto, è davvero il caso di fermarsi se possibile «con tranquillità e soprattutto grande senso di responsabilità». «Le decisioni contenute nel decreto – riconosce Rossi – possono sembrare draconiane ma ritengo che chi deve prendere delle decisioni è giusto che lo faccia, così come è accaduto, con il massimo senso di responsabilità e non con leggerezza. Al primo posto va messo il bene della comunità. Dobbiamo convincerci che in assenza di una presa di responsabilità collettiva delle comunità, rischiamo che salti il sistema sanitario».
E non nasconde, Andrea Rossi, di avere avuto paura quando sono risultati positivi al Coronavurus gli assessori regionali Raffaele Donini e Barbara Lori, così come è accaduto l’altro ieri al governatore del Lazio, Luca Zingaretti. «È chiaro che il timore c’è sempre ... Nel mio caso accentuato dal fatto che tra pochi mesi diventerò papà con tutto quello che ciò comporta». Il pensiero di Rossi va anche a chi in questi giorni avrebbe dovuto sposarsi: «Una giornata che dovrebbe essere indimenticabile e che, a causa del Coronavisrus, assume tutti altri connotati».
Ma Rossi riesce anche, e invita i cittadini a fare lo stesso, a vedere il rovescio della medaglia. «Ieri sera – e sorride – per la prima volta dopo un sacco di tempo, mi sono ritagliato uno spazio tutto mio ai fornelli... non per volere sdrammatizzare a tutti i costi, ma in questo momento nel quale dobbiamo per forza di cose cambiare anche le abitudini quotidiane, possiamo provare a farlo scoprendo cose nuove o che non facevamo da tempo, consapevoli del momento, ripeto eccezionale, che stiamo vivendo». —
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