Le audio-fiabe senza... Corona del Teatro dell'Orsa: «Sfogate l’immaginazione»
Il Teatro dell’Orsa sta pubblicando racconti della tradizione popolare attingendo da produzioni proprie e tramite collaborazioni. Buon ascolto!
REGGIO EMILIA. «Al tramonto, tutti insieme sotto un tetto di storie. Spegnete la televisione, accendete l’immaginazione». È l’invito del Teatro dell’Orsa per colmare il tempo libero dilatato dalla clausura forzata resa necessaria per arginare la diffusione del Coronavirus. Scuole chiuse, famiglie con bimbi a casa, da intrattenere e coltivare nell’immaginario. Ma non solo.
Ed è qui che possono arrivare in aiuto e con un ampio carico di suggestione, le audio-fiabe pubblicate in questi giorni dalla Casa delle Fiabe, fucina d’arte con sede al Gattaglio e costola del Teatro dell’Orsa, compagnia reggiana che gravita attorno a Monica Morini e Bernardino Bonzani, autori, attori e registi. Si tratta di podcast che vengono pubblicati di giorno in giorno, da ascoltare in streming sul sito Soundcloud o collegandosi tramite Segnali di Vita, il contenitore web della Gazzetta di Reggio nel quale confluiscono giornalmente forme di intrattenimento – musica, arte, spettacoli, formazione – per tutte le età.
Il titolo del progetto del Teatro dell’Orsa, “Fiabe senza Corona”, rimanda ai racconti facendo il verso al virus. «È un’iniziativa senz’altro collegata con il momento che stiamo vivendo – ci racconta Morini – Abbiamo pensato a come stare più vicini mantenendo un rapporto che abbiamo sempre coltivato con altre città e realtà, così come con il pubblico. Siamo una compagnia che proprio nel rapporto con il pubblico ha fondato il suo modo di essere e interagire durante gli spettacoli. In questo momento si rischia che questo dialogo venga chiaramente interrotto. Anche noi abbiamo avuto cancellazioni di spettacoli. Poi abbiamo pensato di pubblicare delle fiabe, basate anche su spettacoli esistenti, per fare il verso ai tempi che stiamo vivendo. Stiamo attingendo dal nostro patrimonio teatrale ma anche da altri».
Oltre all’aiuto di storiche collaborazioni, per Storie senza Corona c’è stato infatti il gemellaggio in Sardegna con Mara Duranti, direttrice artistica di un festival sulle storie e l’infanzia. «Ci stiamo scambiando le fiabe», racconta la regista reggiana, che ieri ha pubblica il quinto podcast. La prima fiaba della tradizione popolare registrate ad hoc dalla Casa delle Storie è “Le tre melarance”, narrata da Lucia Donadio, Chiara Ticini, con musica di Gaetano Nenna e regia di Monica Morini.
«Una fiaba da ascoltare, condividere per stare vicini anche se lontani» dice la regista. C’è poi “Mingone e la porta”, fiaba popolare raccontata da Bernardino Bonzani, tratta dallo spettacolo “A Ritrovar le Storie” del Teatro dell'Orsa. O “La zuppiera di Mazuk”, fiaba popolare della tradizione africana narrata da Ezekiel ebhodaghe.
«In questo mondo fatto di paure crescenti, abbiamo scelto di raccontare solo con l’audio e senza immagini perché le fiabe sono l’enciclopedia del sentire. Se spegni la tivù e immagini produci serotonina e accresci il tuo livello di conoscenza del mondo. Vi aspettiamo in rete». —
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