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NOVELLARA 

Dose letale, il 39enne via Skype si difende: «Con lei solo sesso»

Tiziano Soresina
Dose letale, il 39enne via Skype si difende: «Con lei solo sesso»

Il pakistano interrogato in videoconferenza, come da direttiva anti-coronavirus L’arrestato nega di avere dato eroina alla donna deceduta per overdose 

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In pieno allarme Coronavirus le precauzioni prese in tribunale hanno portato – ieri mattina – ad affrontare in modo decisamente più prudente l’interrogatorio di garanzia nei confronti del pakistano 37enne Muhammad Waqas, arrestato venerdì con l’accusa di spaccio di stupefacenti e morte come conseguenza di altro reato (avrebbe venduto la dose letale di eroina alla 39enne deceduta per overdose il 24 ottobre).

Vaqas non è stato trasferito al palazzo di giustizia, in quanto in aula l’interrogatorio si è svolto in videoconferenza su Skype: il computer del gip Andrea Rat collegato con il carcere della Pulce (attrezzato in tal senso) dove l’arrestato ha raccontato la sua verità con l’aiuto di un interprete.

Il tutto alla presenza, sempre in aula, dell’avvocato difensore Rita Gilioli.

Il 39enne ha negato di aver ceduto droga alla novellarese e di essere estraneo alla sua morte.

Ha spiegato – per circa mezz’ora – di averla conosciuta in un bar nella primavera 2019 e di aver avuto poi con lei un rapporto sessuale a pagamento (20 euro la tariffa), poi ripetuto nell’autunno anche se non in modo completo perché la donna sarebbe stata sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Incontri a sfondo sessuale che sarebbero avvenuti nell’abitazione del pakistano.

Il corpo della 39enne era stato trovato dal personale del 118 la sera (alle 20) del 24 ottobre scorso nella cantina di un palazzo del centro storico di Novellara, dove la donna abitava.

Era stato il padre della vittima a dare l’allarme.

Le indagini dei carabinieri si erano presto indirizzate sulla cerchia di amici e sulle frequentazioni della donna. Nel telefonino della donna deceduta sono stati trovati infatti non pochi numeri a cui è poi stato dato un volto.

Dalle dichiarazioni raccolte, i militari hanno avviato controlli sul pakistano. Una prova importante è stata ottenuta dall’esame del cellulare della vittima, dal quale sono emersi contatti tra lei e Waqas (pure lui residente a Novellara). La perquisizione eseguita durante l’arresto ha portato al sequestro di 5 dosi di eroina (cucite all’interno del giaccone), oltre 700 euro in contanti (ritenuti provento dello spaccio), 5 grammi di hascisc e due smartphone, con uno dei quali il 39enne ha tenuto i contatti con la donna poco prima della sua morte. Ed è stato questo uno degli elementi principali scoperti a carico del pakistano, durante la fase delle indagini dei militari coordinate dal sostituto procuratore Marco Marano. —



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