Gazzetta di Reggio

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la situazione in comando 

Quattro i pompieri reggiani sottoposti alla quarantena

Am.P.

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REGGIO EMILIA. «Oltre a un unico caso accertato di Covid-19, il Comando dei vigili del fuoco di Reggio Emilia ha quattro persone in isolamento: due in quarantena obbligatoria (quelli che hanno avuto contatti con il contagiato, la buona notizia è che stanno finendo il periodo di isolamento e stanno bene) e altri due in quarantena volontaria (appartengono a turni diversi, non hanno avuto contatti con il contagiato ma hanno la febbre e si è preferita la cautela). Nelle ultime ore registriamo un incremento di assenti per malattia, forse riconducibili alla quarantena volontaria».

Così l’ingegnere Salvatore Concolino, addetto alla comunicazione del Comando di via della Canalina, fa il punto sulla situazione del corpo.

Situazione in continua evoluzione, vista «la quantità di disposizioni che ci stanno piovendo addosso da Roma, al ritmo di due o tre al giorno». Per quanto riguarda il decreto ministeriale che ha istituito la zona arancione occorre sottolineare che il divieto di spostamento da una provincia all’altra per le forze dell’ordine non vale.

«Il personale con residenza in altra provincia in servizio nel reggiano può percorrere quotidianamente il tragitto casa-lavoro. Per quanto riguarda le misure di autocontenimento del virus, se un pompiere residente altrove e in servizio qui si ammala dobbiamo garantire il suo autoisolamento: ma finora nessun caso».

Le disposizioni dell’ultima ora riguardano soprattutto l’organizzazione interna dei 190 vigili del fuoco in servizio sull’intera provincia. «Anzitutto – prosegue Concolino – abbiamo disciplinato l’attività degli uffici aperti al pubblico: può entrare una sola persona per volta. Per alcuni di questi uffici l’attività, che già andava scemando, è stata chiusa: da oggi (ieri, ndr) abbiamo avuto l’indirizzo da Roma di sospendere tutti i servizi non essenziali. Sospeso quindi l’ufficio Prevenzione incendi che opera soprattutto nelle aziende, così si evita che una decina di pompieri vadano in giro a fare verifiche, così come l’ufficio Formazione, di solito molto frequentato per i corsi di formazione».

Per garantire la continuità del soccorso dal ministero è pervenuta l’autorizzazione a far ricorso all’orario straordinario e ai doppi turni, «come avviene di solito nelle grandi calamità – ha proseguito Concolino – ma finora non è stato necessario. Siamo riusciti a garantire la continuità del servizio: il che significa 27 pompieri operativi 24 ore su 24 sull’intero territorio».

Altra disposizione, questa voluta dal comandante di Reggio Emilia, Francesco Martino, è stata quella di «evitare spostamenti e promiscuità anche all’interno delle sedi nostrane. In precedenza ad esempio se c’era una carenza di personale a Sant’Ilario si mandava qualcuno da un altro distaccamento: ora deve provvedere lo steso distaccamento di Sant’Ilario, non si travasa più il personale da una sede all’altra».

Il Comando di via della Canalina, infine, è in stretto contatto con i due medici di riferimento con ruoli diversi: il sanitario (che si occupa del personale) e il medico competente, che si occupa dell’idoneità dei luoghi e dei rischi biologici.

«In questo frangente il contributo di quest’ultima figura professionale è di fondamentale importanza: tutto quello che facciamo lo sottoponiamo al suo vaglio – ha concluso Concolino – mentre il sanitario sovrintende al rispetto delle regole generali. Ad esempio consumare i pasti mangiando a un metro di distanza l’uno dall’altro e dopo essersi disinfettati le mani».

Am.P.

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