Gazzetta di Reggio

Reggio

Omicidi di mafia del 1992 

«Un disguido se nel processo non siamo parte civile»

«Un disguido se nel processo non siamo parte civile»

Lo ha detto il sindaco Vecchi rispondendo a un’interpellanza del M5s: «Siamo arrivati lunghi rispetto ai tempi richiesti ma saremo presenti in aula» 

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REGGIO EMILIA. «Un disguido del tutto involontario», che «non doveva capitare ma è capitato», è la ragione per cui il Comune di Reggio Emilia non è parte civile nel processo – prossimo a sentenza – sugli omicidi di mafia del 1992. Lo ha spiegato ieri in consiglio comunale il sindaco Luca Vecchi che, rispondendo ad un’interpellanza della consigliera Paola Soragni (M5s), ribadisce il pieno sostegno ai magistrati antimafia e annuncia che il giorno del verdetto sugli imputati il Comune sarà presente in aula. Nello specifico l'intoppo nella macchina dell'amministrazione «si è concretizzato nei tempi entro i quali bisognava costituire la parte civile che, nel momento in cui ci siamo messi in condizione di farlo, erano già stati superati», chiarisce il sindaco. Puntualizzando però che è avvenuto nel contesto «delle ultime settimane del mandato amministrativo dove, pur nella consapevolezza e nell'attenzione ancora fortissima a tutto quello che stava accadendo a livello amministrativo, questo aspetto sostanzialmente non è stato seguito con quell'attenzione che ci permettesse di costituirci parte civile, come in tutti gli altri processi abbiamo fatto e faremo sempre». —

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