«Aspettiamo un figlio Non vogliamo rischiare»
REGGIO EMILIA. «Sì l’autocertificazione ce l’ho, già compilata. Tenga pure agente: tanto sto pensando di non andarci nemmeno più a lavorare, ho intenzione di prendere due settimane di ferie». Tra i numerosi automobilisti fermati dalla polizia di Stato l’unico a farsi trovare pronto, con l’autocertificazione al seguito, è stato un 48enne, che è parso piuttosto preoccupato: non dal controllo, bensì dalla pandemia. E per un motivo personalissimo, come ha spiegato in seguito il reggiano: «A casa mi aspetta la mia compagna, incinta del nostro primo figlio. Non vorrei mai mettere in pericolo lei e il bimbo. Da quando c’è il virus ho smesso di girare: sono un responsabile tecnico commerciale per una impresa di sistemi a secco per l’edilizia, prima ero in perenne movimento. Ma ora sono in ansia: aspettiamo una nuova vita e non ha senso rischiare. Le assicuro che mi sono già autolimitato parecchio». Preoccupazioni condivisibili e che sono sicuramente le stesse che stanno vivendo tante altre famiglie nella stessa condizione.
Sull’autocertificazione il 48enne, che abita a Masone e lavora a Rubiera, ha spiegato: «L’ho compilato giusto stamattina. In azienda ne avevamo parlato il giorno precedente, lunedì, durante una riunione: pensavo fosse obbligatorio. Non lo è? Comunque in ufficio ci è stato consigliato di compilare il documento e di portarlo con noi». —
Am.P.
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