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Coronavirus, video-chiamate ai parenti in casa di riposo per non rimanere soli dopo lo stop alle visite

Elisa Pederzoli
Coronavirus, video-chiamate ai parenti in casa di riposo per non rimanere soli dopo lo stop alle visite

Nella Bassa l’iniziativa dell’Asp Progetto Persona: quattro tablet per ognuna delle strutture di Gualtieri, Brescello, Luzzara e Poviglio

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REGGIO EMILIA. Tra le restrizioni imposte da questa emergenza, in base al Decreto del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte firmato l’8 marzo scorso, ce n’è una particolarmente dolorosa, anche se strettamente necessaria, per gli anziani che vivono nelle case di riposo: lo stop alle visite da parte dei famigliari.

Una situazione di non facile gestione, dal punto di vista emotivo, per gli ospiti delle strutture che, specie nei piccoli centri, dove nella maggior parte dei casi potevano contare su una visita quasi quotidiana da parte dei propri parenti.

L’Asp “Progetto Persona” della Bassa una soluzione l’ha trovata: quella delle video chiamate. Se gli abbracci e le carezze sono proibite, gli sguardi negli occhi virtuali no: anche così ci si sente meno soli, in questa delicata situazione.

La recentissima novità riguarda le quattro strutture CRA di Luzzara, Gualtieri, Brescello e Poviglio. «Parliamo di strutture rispettivamente da 57, 49, 26 e 32 posti – spiega il presidente del consiglio di amministrazione (i soci sono tutti i Comuni dell’Unione della Bassa, tranne Novellara) Aspro Mondatori – Abbiamo anche 10 posti a Gualtieri in residenze protette, altri 11 nella casa-albergo».

«Molti degli ospiti sono stati messi al corrente della situazione che si è venuta a creare nel Paese, in molti padiglioni ci sono i televisori. Anche se non sanno esattamente cosa sta capitando fuori, perché in struttura l’ambiente in qualche modo resta ovattato – fa notare Mondadori – In questa fase di distacco tra famiglie e parenti abbiamo pensato a questa iniziativa».

A spiegarne nel modalità è Vincenzo Ferro, direttore sanitario della struttura: monzese, in carica da un anno, che viene dall’esperienza delle case di riposo private lombarde di Korian. «Ci siamo detti: le strutte sono chiuse, ma i nostri ospiti hanno bisogno di continuare la loro vita di relazione con i loro nuclei famigliari. Nei piccoli paesi, questi restano costanti. Ci siamo chiesti come potevamo avvicinarli alle famiglie. Non solo attraverso la voce, ma quasi come fosse possibile toccarsi. Allora, lunedì abbiamo comprato quattro tablet e quattro Sim – spiega Ferro – e li abbiamo distribuiti alle residenze. Oggi, ci sono state le prime video-chiamate. È stato emozionante per molti. Ne sono stati contenti».

Per molti anziani probabilmente questa è la prima volta davanti a un tablet in cui vedere il volto dei propri figli e nipoti. «Molti vedendo la prova fatta da alcuni ospiti hanno chiesto di poter provare a loro volta» confida Ferro. Così, si prova a sentirsi meno soli ai tempi del Coronavirus.

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