«Mascherine obbligatorie per scongiurare la crisi»
Il titolare dell’azienda di panificazione lancia l’allarme visti i cali di clienti e la necessità di restare aperti per vendere gli alimenti
REGGIO EMILIA. «Gli incassi sono crollati e la gente ha paura. Ma la gente deve anche mangiare e il pane noi lo dobbiamo fare e vendere: non possiamo andare avanti così. Se passa troppo tempo sarà un disastro per tutti». Come tutti i giorni Angelo Melli è alle prese il forno di famiglia di Piazza San Prospero, diventato l’ammiraglia della panificazione a Reggio. Tra produzione e negozi conta circa sessanta dipendenti. Ma con l’allerta Coronavirus la musica è improvvisamente cambiata. I locali e i ristoranti sono in crisi, molti hanno chiuso, interrompendo le ordinazioni. Così come quelli che si recano nei bar e nei forni, dove bisogna contingentare le entrate per evitare le prime bacchettate. «Anche da noi sono venuti e ci hanno detto di stare più attenti - racconta Melli - abbiamo staccato i tavoli, abbiamo messo solo due sedie alla volta e via dicendo. Però, mentre calano gli affari non è che calino gli affitti o i dipendenti. Possiamo anche fargli fare tutte le ferie ma una volta finite che facciamo? C’è una sola risposta: mascherine. Dobbiamo dotare tutti i cittadini di mascherine. Solo così possiamo andare avanti. La gente potrebbe girare ed evitare l’avanzare della crisi. Io ho fatto incetta di alcol ma non si trovano più i gel, da nessuna parte. Ho trovato delle mascherine a prezzi esorbitanti, sono passate da 1 euro 9 euro. Qui è lo Stato che deve intervenire mettendo chi è capace a produrle finché non hanno riempito l’Italia. Ad oggi non so come e quando ne verremo fuori, ma proprio per questo dico che servono mascherine con uso obbligatorio». —
Enrico Lorenzo Tidona
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