Gazzetta di Reggio

Reggio

Dialoghi a bordo strada 

«Sta andando al cimitero? È meglio che torni a casa»

«Sta andando al cimitero? È meglio che torni a casa»

Tra le persone fermate molti circolavano per motivi di lavoro o di salute Altri invece erano fuori per commissioni rinviabili o visite a parenti

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REGGIO EMILIA. «Sto andando al cimitero di Rivalta. Abito in via Petrarca a Reggio». «Signora non mi pare una cosa necessaria. Il cimitero può aspettare, non crede». «Sì, ha ragione». «Documenti per favore. Però lei adesso torna a casa, vero». «Sì, sì». È solo uno dei dialoghi intercorsi tra i poliziotti delle tre pattuglie della Squadra Volante, impegnati ieri mattina nelle verifiche in via Martirolo di Cervarolo davanti a Gualtieri Arredamenti, e gli automobilisti reggiani di passaggio, colti di sorpresa dai controlli a campione. La maggior parte degli automobilisti, occorre sottolinearlo, si stavano spostando per lavoro ed era quindi “giustificati”. «Sto andando alla Casa del Cuscinetto per comprare del materiale per la mia azienda, abito e lavoro ad Albinea dove sto tornando. Agente se vuole le mostro la bolla di accompagnamento», ha dichiarato un uomo. Un marito con la consorte al volante ha spiegato: «Siamo diretti verso la nostra abitazione a Montecavolo, mia moglie è venuta a prendermi al lavoro perché non ho l’auto». Alla domanda quale fosse il suo lavoro ha replicato: «In una ditta per articoli funerari. No non c’è molto da fare, siamo fermi pure noi». Più tardi un giovane, fermato sulla via Emilia per Bagno nell’area di servizio Eni a ridosso di Rubiera, ha raccontato: «Sono agente di commercio, risiedo a Correggio e mi sto recando a Reggio perché ho un appuntamento in una industria chimica della Villaggio Industriale vicino all’autostrada». Un altro signore, proveniente da Modena, si è detto in procinto di tornare alla sua abitazione in via Goldoni in città. «Mi occupo di recupero crediti per una ditta di Bologna». Un altro giovane: «Vengo da Rubiera: sono un tecnico e ho fatto un intervento da un cliente per la mia azienda, situata a Bagno. No non sono in pausa pranzo; già prima mangiavo in ufficio, figuriamoci adesso». «Abito a Reggio in via Lombroso, ho dovuto recarmi in un cantiere: posso mostrare la mail di convocazione», ha raccontato un signore di mezza età. L’altro buon motivo per circolare, vale a dire la salute, si è incarnato in una signora al volante di un’utilitaria che trasportava una anziana. «Ho portato mia madre a fare una visita programmata al Policlinico di Modena. Le mostro il documento redatto dallo specialista». La conducente è stata invitata a proseguire senza dover compilare alcunché. Non tutti, però, sono risultati impegnati in commissioni non procrastinabili. Un signore, fermato dalla polizia stradale al confine tra la provincia di Reggio Emilia e Parma, ha dichiarato che si stava recando «in cartoleria per comprare dei quaderni a mio nipote»: ed è stato subito invitato a fare marcia indietro. Alla residente a Vezzano diretta in città «da mia madre, assistita dalla badante, a portare mascherine e disinfettante: ci vado due volte alla settimana», è stato raccomandato di ridurre queste visite. Un altro cittadino, all’apparenza di terza età, a bordo con la moglie, ha detto di essere partito dalla propria residenza a Gualtieri per recarsi a Ramiseto. «Lì ho la seconda casa, i tubi si sono rotti per il freddo e ho appuntamento con l’idraulico per aggiustare il guasto». Via libera, ma dopo una ramanzina: «Meglio evitare di spostarsi da una parte dell’altra della provincia». —

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