Gazzetta di Reggio

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Filtro rigido a Villa Salus e solo interventi urgenti

Tiziano Soresina
Filtro rigido a Villa Salus e solo interventi urgenti

Sospese tutte le attività ambulatoriali e chirurgiche che possono slittare Le misure precauzionali prese in accordo con l’Ausl per l’emergenza da Covid-19

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In accordo con l’Ausl e in ottemperanza alla normativa nazionale e regionale, il Salus Hospital ha preso misure importanti per alzare un’efficace barriera all’epidemia da coronavirus.

Una reazione decisa, come l’ospedale privato ad alta specialità ha già del resto mostrato quando – di recente – ha dovuto affrontare il caso del paziente 51enne che manifestava una sintomatologia sospetta.

Entrando nel dettaglio, la direzione di Salus Hospital ha sospeso tutti gli interventi non urgenti di Ortopedia, Chirurgia generale, Oculistica e interventi di Cardiochirurgia. Sono, invece confermate le attività urgenti in ambito Cardiochirurgico, Ortopedico e di Chirurgia vascolare. Per quanto attiene alle attività ambulatoriali, sono sospese le visite e gli esami non urgenti di Chirurgia generale, Urologia, Ortopedia e Oculistica.

Proseguono – invece – le attività diagnostiche prenotate: Tac, Risonanza magnetica, Ecografia e i controlli post operatori di tutte le specialità chirurgiche.

«Per salvaguardare la sicurezza di utenti e personale ospedaliero, Salus Hospital ha adottato tutte le disposizioni previste dalla normativa nazionale e regionale, compreso la creazione di un rigido Triage intraospedaliero all’ingresso – spiega il direttore sanitario Giovanni Baldi – che prevede misurazione della temperatura con termometro ad infrarossi, anamnesi epidemiologica e clinica e igienizzazione delle mani per utenti e personale sanitario. Tutte le aree e i reparti dell’ospedale sono sottoposti a disinfezione e igienizzazione totale e si è proceduto al trasferimento dei pazienti in camere singole. Rimane sempre in vigore – conclude Baldi – la disposizione di accesso di un solo visitatore per singolo paziente negli orari di visita. Non sono consentite le visite dei pazienti ricoverati nel reparto di Terapia intensiva».

Relativamente al caso sospetto dell’uomo di 51 anni – proveniente da Asola (Mantova) – va detto che era stato ricoverato dal 26 febbraio scorso nel reparto di Cardiochirurgia dell’ospedale reggiano di Alta Specialità, accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale: dopo aver manifestato una sintomatologia sospetta, il 51enne era stato sottoposto a Tac polmonare e subito trasferito in via precauzionale nel reparto Malattie Infettive del Santa Maria. Le aree del reparto di Salus Hospital nel quale il paziente era ospite erano state isolate e sanificate.

«Per garantire la sicurezza di pazienti e personale ospedaliero – aveva spiegato alla Gazzetta sempre il direttore sanitario Baldi – la nostra struttura ha adottato tutte le disposizioni previste dalla normativa nazionale e regionale, compreso un Triage intraospedaliero attivo dodici ore al giorno, che prevede misurazione della temperatura con termometro a infrarossi, anamnesi epidemiologica e clinica, l’accesso di un solo visitatore per singolo paziente negli orari di visita e nessun visitatore in Terapia intensiva post operatoria. Sul paziente, al momento del ricovero, il 26 febbraio erano stati effettuati tutti gli esami preoperatori e raggi al torace, risultati tutti nella norma. La stanza di degenza del paziente e l’area del reparto interessata sono state sottoposte a disinfezione e igienizzazione totale».

Ora il blocco di tutte le attività ambulatoriali e chirurgiche non urgenti. —



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