Gazzetta di Reggio

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Rio Saliceto 

Goldoni in ginocchio, dopo lo stato di crisi è arrivato il coronavirus, in 220 a casa

Serena Arbizzi

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Per un’azienda che riapre dopo aver attraversato l’inferno del Coronavirus, un’altra, già gravata da un concordato che pesa come un macigno, pur non essendo ufficialmente chiusa conta la maggior parte dei suoi dipendenti a casa. Oggi riaprirà i battenti la Garc, azienda in cui uno dei soci è stato il primo, in provincia, a contrarre il virus. Contemporaneamente, è stata data notizia ufficiale ai dipendenti della Goldoni di Migliarina di un caso positivo tra i dipendenti dell’azienda produttrice di macchine agricole: 220 addetti su 240, quindi, sono a casa. «L’Ausl mi ha comunicato che ho ultimato la quarantena, sono un “uomo libero” – scherza il presidente di Garc Claudio Saraceni dopo settimane estenuanti in cui ha lottato alle redini della sua azienda –. Oggi riapriremo. Abbiamo sempre operato recependo tutte le indicazioni. Purtroppo ci stiamo rendendo conto che il nostro caso non è stato isolato e siamo certi che la scelta adottata di chiudere le attività abbia permesso di bloccare la diffusione di questo virus in azienda e sul nostro territorio. Voglio ringraziare tutti i nostri collaboratori per aver sostenuto, con grande senso di appartenenza alla comunità Garc, la scelta che abbiamo compiuto». Rispetto alle 260 addetti in Garc solo un terzo sarà in ufficio e «sono state create le condizioni affinché non sia possibile alcun incontro – continua Saraceni –. Si lavorerà attraverso rotazioni. Nonostante siamo un’impresa edile, metteremo in campo il telelavoro per due terzi dei dipendenti. Ora il pensiero va ai nostri due soci in terapia intensiva nella speranza si riprendano prima possibile». Alla Goldoni su cui pende la spada di Damocle del concordato, i dipendenti sono a casa già da lunedì, da quando, cioè, la notizia di un addetto positivo è stata data dalla direzione delle Risorse umane ai lavoratori. L’azienda invita i dipendenti a effettuare la quarantena o lo smart working a seconda del caso specifico. E comunica che è in corso la sanificazione dei locali per accogliere chi non può lavorare a distanza. Fiom e Rsu hanno inviato lettere di prestazione lavorativa alla direzione aziendale: «Un modo per tutelarci – si spiega – perché i tempi sono bui: l’ultima busta paga tiene conto della data del concordato ed è dimezzata...». —



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