Pane a “offerta libera” per donare il ricavato ai medici in prima linea
L’iniziativa di Francesco Mosca, titolare della pizzera di Calerno «Siccome dobbiamo stare chiusi, uso il mio mestiere per fare beneficenza»
sant’ilario. «Io da questa comunità, da questa provincia, da questa gente ho ricevuto tantissimo. Ho sempre cercato di restituire quanto potevo. Faccio il volontario nella Croce Rossa di Cavriago, ma ora ho l’occasione di fare qualcosa di speciale. Non mi sento un benefattore. Mi sento in debito e cerco di sdebitarmi come posso». Con queste parole Francesco Mosca, titolare della pizzeria da asporto “Voglia di pizza” di Calerno, ha compiuto un gesto unico. E che diventerà ancora più speciale, domani. «Nessun gesto speciale – rimarca il 40enne originario di Pagani (Salerno), dal 1994 a Calerno –. Solo che, una volta deciso di tenere chiuso il locale, in ottemperanza alle normative sul coronavirus che speriamo finisca presto, mi sono ritrovato senza fare niente. Allora ho pensato: ma perché non utilizzo il mio mestiere per fare beneficenza? Così oggi (ieri per chi legge, ndr), ho regalato oltre 70 chilogrammi di pane ai miei clienti che rimarranno orfani della nostra pizza finché l’emergenza non sarà finita».
«La donazione è stata fatta partire dalle 13 – prosegue – quando i fornai chiudono le loro attività, fino alle 15. In quelle due ore, abbiamo servito i nostri clienti, fuori dal locale e nel rispetto delle norme, quindi con mascherina e guanti. Il successo ci ha riempito il cuore, tanto che venerdì replicheremo».
«In realtà non è del tutto vero che regaliamo il pane. Ho saputo che l’Ausl di Reggio ha istituito una raccolta fondi a favore dell’emergenza coronavirus per acquistare materiale e ausili per chi deve essere ricoverato nelle terapie intensive. Abbiamo dunque pensato di donare il pane a offerta libera, con il ricavato che andrà tutto a quel progetto. Spero che i cento chili che preparerò servano davvero a far fare un bel salto. Spero che le donazioni arrivino a trecentomila euro entro fine mese. Sarebbe una bella risposta per chi sta lavorando per tutelare la nostra salute. Parlo di medici e infermieri cui va tutto il nostro ringraziamento. Il pane lo distribuiremo sempre dalle 13 e per due ore». —
Alessandro Zelioli
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