«Prime chiusure per i parrucchieri Scelta coraggiosa»
REGGIO EMILIA. Le autorità sanitarie, in questi tempi di emergenza, raccomandano di tenere una distanza di almeno un metro dalle altre persone. È una prescrizione impossibile da rispettare per i parrucchieri, i barbieri e gli estetisti, che non sono obbligati dal decreto governativo a chiudere i saloni, ma in diversi casi hanno deciso autonomamente di farlo, vista anche l'ampia riduzione della clientela. È la «scelta responsabile e coraggiosa» che Andrea Guerrieri, presidente di Cna Benessere e Sanità, ha compiuto invitando i colleghi a seguire il suo esempio e il governo a rinviare immediatamente tutte le scadenze fiscali. Guerrieri spiega, in un messaggio indirizzato agli iscritti, i dubbi e i timori che ha dovuto superare dopo essersi confrontato con molti di loro, alcuni già inattivi, altri alle prese con guanti e mascherine per cercare di proteggere se stessi e i clienti: «Mi sono trovato a un bivio: aprire, limitando l’afflusso dei clienti e adottando misure straordinarie a tutela della salute, o chiudere e andare incontro a conseguenze economiche gravissime per me e i miei dipendenti. Dopo una lunga riflessione, hanno prevalso il cuore e il buon senso. Ho rivisto la mia decisione iniziale scegliendo di chiudere per questa settimana e forse anche per le successive. Purtroppo, infatti, pur usando guanti e mascherine, per noi parrucchieri il contatto sarebbe troppo ravvicinato e esporrebbe noi e i nostri clienti a un possibile rischio di contagio. Vi esorto a riflettere, nel rispetto delle diverse posizioni dei singoli, in un momento delicato e decisivo per il futuro di tutti noi».
Tra i saloni che hanno sospeso l’attività Guerrieri cita quelli del gruppo Viola Parrucchieri, presente a Casina, Quattro Castella, Bagnolo, Casalgrande e con sei esercizi a Reggio. Per molti è stata una scelta obbligata. La Regione, infatti, ha cercato di aiutare i parrucchieri consentendo loro di lavorare con le dovute protezioni e precauzioni, ma la paura del contagio e il divieto di spostarsi hanno ridotto al lumicino e in qualche caso azzerato la clientela. «Come Cna – conclude Guerrieri – chiediamo interventi di sostegno mediante l’attivazione degli ammortizzatori sociali e di avere, immediatamente, un rinvio di tutte le scadenze fiscali». —
L.S.
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