È il coinquilino del 28enne ferito l’accoltellatore di via Gramsci
Accusa di tentato omicidio al 29enne Massimiliano Esposito Il giovane ha confessato subito il reato: «Ho perso la testa»
«Ho perso la testa». Così, subito dopo la cattura, ha confessato il giovane che mercoledì pomeriggio ha accoltellato il coinquilino filippino, tuttora ricoverato in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione. Pare che a far scattare la violenza siano stati futili motivi di coabitazione: l’ennesimo litigio su chi dovesse lavare i piatti. Adesso Massimiliano Esposito, 29 anni, incensurato, è stato arrestato dalla Squadra Mobile con l’accusa di tentato omicidio.
Il crimine è stato scoperto alle 17.50 quando due giovani, passando in via Gramsci davanti a un bar, hanno visto cadere una sedia, si sono avvicinati e hanno scoperto un uomo riverso a terra sanguinante. Il ferito, un filippino di 28 anni, è stato trasportato in ambulanza al Santa Maria Nuova, dove i medici hanno constatato una sola profonda ferita all’addome inferta con tutta probabilità da un coltello da cucina.
Gli uomini di Guglielmo Battisti, dirigente della Mobile, si sono quindi messi sulle tracce dell’aggressore avviando l’indagine, poi risolta in un paio d’ore. I poliziotti si sono recati in forze nell’abitazione del filippino, a pochi metri dal bar, dove hanno trovato il coinquilino Esposito che ha subito confessato, consegnandosi agli agenti e indicando dove aveva buttato il coltello da cucina.
L’antefatto è stato raccontato dallo stesso 29enne, sottoposto in serata a interrogatorio di garanzia in questura alla presenza del pm Iacopo Berardi e del suo avvocato difensore, Gisella Mesoraca.
Esposito, residente a Castelnovo Sotto, convive con il 28enne da circa un anno, da quando ha trovato un lavoro precario come magazziniere, preferendo affittare una stanza in città.
La convivenza tra i due giovani si è subito costellata di screzi: secondo l’accoltellatore il coinquilino non lavava i piatti, era disordinato, lasciava la cucina sempre sporca, gli rubava il cibo (ciascuno faceva la spesa per conto proprio), utilizzava i suoi elettrodomestici senza chiederglielo. Per questi motivi le discussioni erano all’ordine del giorno. Nel frattempo però il 29enne ha perso il lavoro e ha attraversato un periodo difficile, non potendo cambiare casa perché senza soldi.
Così mercoledì, quando è rientrato a casa e all’ennesimo scontro con il coinquilino, Esposito ha dichiarato di essere stato sopraffatto dall’ira: ha impugnato il coltello e ha colpito il 28enne.
Pentendosi subito, secondo le dichiarazioni dell’arrestato, perché dopo averlo ferito Esposito, che aveva il cellulare rotto, avrebbe chiesto il telefonino alla vittima per chiamare il 118, ma a quel punto il ferito terrorizzato ha infilato la porta ed è scappato in strada per chiedere aiuto al bar, che era chiuso: così ha lanciato la sedia per attirare l’attenzione nella strada deserta.
Le dichiarazioni dell’accoltellatore non hanno evitato l’accusa di tentato omicidio, visto che la coltellata avrebbe potuto essere letale.
«Il caso è chiaro e non presenta ombre – ha commentato l’avvocato Mesoraca – Il mio cliente, reo confesso, è stato collaborativo fin dal primo istante e non ha infierito, a dimostrazione che subito dopo l’accaduto si è reso conto della gravità dei suoi atti. Ora attendiamo l’udienza di convalida per chiedere delle misure alternative al carcere». —
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