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Kohler chiusa 14 giorni, così la fabbrica modello evita i contagi a Reggio Emilia

Enrico Lorenzo Tidona
Kohler chiusa 14 giorni, così la fabbrica modello evita i contagi a Reggio Emilia

Il presidente invia una lettera ai 650 dipendenti reggiani: tutti fermi da oggi «Il vostro benessere e la vostra salute sono fondamentali per il nostro futuro»

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REGGIO EMILIA. Ad appena un giorno di distanza dal richiamo alla politica del presidente di Unindustria Fabio Storchi affinché l’emergenza Coronavirus non spenga «il motore dell’economia del Paese», la fabbrica modello di Reggio Emilia, che costruisce motori diesel, si ferma.

La Kohler Engines, fabbrica dell’omonima multinazionale americana – che nel 2007 ha rilevato lo storico marchio Lombardini – «ha deciso di intensificare gli sforzi nella battaglia contro la diffusione del Coronavirus, sospendendo per due settimane l’attività produttiva degli stabilimenti di Reggio Emilia e di Rieti».

Una posizione difficile ma netta, quella presa ieri dai dirigenti, che hanno messo a casa già a partire da oggi 650 dipendenti a Reggio, ai quali se ne aggiungono altri 130 circa della sede di Rieti. L’azienda dichiara che ricorrerà agli ammortizzatori messi a disposizione dal Governo qualora siano necessari. Ma non sembra escluso il ricorso alle ferie. Rimane garantita l’attività di servizio ai clienti e la consegna della merce pronta.

Non si tratta quindi di problemi di fornitura ma di attenzione sanitaria, con mantenimento di alcuni servizi essenziali e poco più. Una svolta che incrina il fronte degli industriali reggiani (il direttore del personale di Kohler, Claudio Galli, è anche vice presidente di Unindustria).

In realtà, anche in altre imprese, c’è la speranza che arrivino strumenti ad hoc dal Governo per intraprendere la medesima strada ed evitare contagi. Certo è che la Kohler, anche in altri frangenti, agisce spesso da apripista. Come in questo caso.

L’azienda aveva già approntato un sistema di prevenzione relativo al Coronavirus, come ha ricordato ieri il capo di Kohler, Vincenzo Perrone, presidente di Diesel Engines: «Nelle ultime settimane Kohler ha messo in atto numerose azioni, quali l’interruzione delle trasferte, dei meeting, delle attività formative, la diminuzione e lo scaglionamento dell’affluenza nelle mense, la sanificazione degli ambienti e dei servizi, la più ampia diffusione possibile dello smart-working e l’adozione della distanza minima di sicurezza di un metro».

Lo ha scritto nella lettera che ha inviato ai dipendenti, annunciando le due settimane di chiusura: «Mi avete più volte sentito dire che le persone sono il nostro capitale più prezioso e rappresentano il centro della nostra attività. Il vostro benessere e la vostra salute sono fondamentali per il nostro futuro. Date le circostanze, ritengo sia necessario intervenire con più decisione: a partire da domani (oggi, ndr), procederemo con la chiusura degli stabilimenti di Reggio Emilia e di Rieti, con riapertura lunedì 30 marzo. Vi invito a considerare questo periodo come un’occasione per dedicarvi a voi stessi, alle vostre famiglie e ai vostri cari, tenendo sempre in mente il rispetto delle norme di sicurezza, che sono l’arma più efficace per superare questo difficile momento. Restare a casa è la regola più importante». —


 

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