Addio al professor Pietro Teggi rettore del Convitto di Torino
Aveva 75 anni ed era malato da tempo. Si candidò alle primarie del Pd a Padova Nel 1999 fu nominato cavaliere dell’Ordine delle Palme accademiche in Francia
CARPINETI. Docente, rettore di scuole, studioso. È stato un grande protagonista della cultura e dell’educazione Pietro Teggi, 75enne originario di Marola morto giovedì a Padova, dopo una lunga malattia.
Teggi, nato nel paese carpinetano, era in pensione dal 2012 e nel 2014 era tornato attivo nella vita politica locale, candidandosi alle primarie del Pd convocate all’epoca per decidere il candidato sindaco in vista delle elezioni amministrative. Anche se il lavoro lo aveva portato altrove, fra Venezia e Torino, il legame con Marola e con l’Appennino reggiano non si era mai interrotto. Sposato, tre figli e tre nipoti, si era laureato con lode in Lettere nel 1969 ed aveva subito iniziato a lavorare come docente di Italiano e Storia nelle scuole superiori di Venezia.
Nel 1993, il grande salto. Dopo aver vinto il concorso come rettore, viene assegnato al Convitto nazionale “Umberto I” di Torino, dove resterà sino al ritiro dalla professione del 2012. Nel suo ruolo, ha avviato la sperimentazione del Liceo classico europeo e coordinato a livello nazionale tutti i licei classici europei; inoltre, ha presieduto la commissione provinciale torinese e quella regionale piemontese voluta dall’allora ministro Berlinguer per il rinnovamento dell’insegnamento della storia.
Nel 1999, inoltre, è stato nominato cavaliere dell’Ordine delle Palme accademiche dal ministro dell’educazione della Repubblica francese Allegre, per il contributo dato alla diffusione della lingua e della cultura francese in Italia.
Nel 2012, si aggiunge l’onorificenza di “Officier” nell’Ordine delle Palme accademiche per i servizi resi alla cultura francese. —
Adr.Ar.
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