Alla stazione Mediopadana chiude tutto Niente biglietteria, stop a bar ed edicola
Anche alla stazione di piazzale Marconi sono stati presi provvedimenti analoghi, anche se non era obbligatorio
REGGIO EMILIA. La gente trema e il deserto avanza. I rari pedoni e i clienti dei supermercati si guardano in faccia sospettosi attraverso le mascherine e si tengono lontani a una distanza ben superiore al metro prescritto dalle autorità sanitarie. Dalle strade e dalle piazze il vuoto si estende ai centri nevralgici della mobilità, superando le stesse rigide disposizioni governative. Alla stazione Mediopadana dell’Alta velocità il Coronavirus aveva già radicalmente risolto nelle scorse settimane il problema del parcheggio sovraffollato.
Ora i pochissimi passeggeri dei treni sopravvissuti ai severi tagli imposti dalle aziende non fanno in tempo a rallegrarsene, dopo avere lasciato l’auto in prossimità dell’ingresso, e trovano chiuse le porte non solo delle due biglietterie, ma anche dei due esercizi che in teoria dovrebbero essere aperti.
Tutte le tabaccherie sono esentate dalla serrata imposta dal Governo, ma quella della Mediopadana, funzionante anche come edicola, è sprangata. Lo stesso dicasi per il bar. Il decreto ne consentirebbe l’apertura, grazie all’eccezione prevista per i negozi situati all’interno delle stazioni, ma qui non c’è verso di entrare per ordinare un caffè e una brioche.
I gestori hanno deciso autonomamente di rimanere a casa, visto il calo pauroso della clientela. Il problema del biglietto, per fortuna, riguarda i pochi utenti abituati a procurarselo prima di salire sul treno anzichè prenotarlo on line o abbonarsi.
Un cartello di Trenitalia informa: “La biglietteria resterà chiusa fino a nuovo avviso in ottemperanza alle misure approvate dal Consiglio dei Ministri in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemologica”.
Quindi i viaggiatori sono invitati a utilizzare le biglietterie automatiche o il servizio di vendita telefonica. Analogamente viene respinto chi vorrebbe accedere alla biglietteria di Italo.
Non va meglio nella stazione storica di piazzale Marconi. Trenitalia vi ha chiuso la biglietteria come in tutti gli altri scali delle ferrovie tradizionali e ad alta velocità. Nè si può accedere al bar, alla pizzeria da asporto e alla tabaccheria gestita, come tante altre, da un cittadino cinese. Rimane aperta, ma solo al mattino fino alle 13.30, l’edicola-libreria.
Chi si aggira disorientato nell’atrio può trovare un operatore che lo indirizza alle biglietterie automatiche, oltre alla polizia che gli chiede di dichiarare il motivo di lavoro, di salute o di necessità capace di giustificare lo spostamento.
Non è detto, però, che arrivi il treno su cui sperava di salire. La grossa diminuzione dell’utenza, infatti, ha suggerito di limitare le perdite riducendo il trasporto pubblico sia su ferro che su gomma.
Lo prevede una nuova ordinanza firmata giovedì dal presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini in coerenza con le misure governative.
Sulla linea tradizionale sono stati cancellati i treni regionali per Bologna delle 4.31, delle 14.17 e delle 18.17, nonchè quelli per Milano delle 8 e per Parma delle 11.42, delle 15.42 e dell’1.41.
Non vi sono variazioni, invece, sulle ferrovie reggiane che collegano la città con Ciano, Guastalla e Sassuolo.
Per quanto riguarda gli autobus, l’ordinanza regionale ha imposto l’adozione dell’orario festivo e di vacanza scolastica, che prevede molte meno corse.
Tuttavia Seta, a differenza delle aziende operanti a Parma, a Bologna e in Romagna, l’aveva già introdotto sia sulle linee urbane, sia sulle extraurbane. L’unica novità è il diradamento delle frequenze nella parte centrale della giornata, per consentire ai mezzi di rientrare nel deposito per un secondo intervento di igienizzazione, oltre a quello che si fa alla sera.
È una misura volta a proteggere soprattutto l’autista dal contatto con il collega che gli dà il cambio.
I passeggeri, poi, possono servirsi soltanto delle porte centrali e posteriori e sono invitati a tenersi a distanza dal conducente, eventualmente vidimando con la penna il biglietto se l’obliteratrice gli è troppo vicina.
Una misura cautelare è prevista anche per le Frecce dell’Alta velocità. Trenitalia ha introdotto un nuovo sistema di prenotazione, che distribuisce i passeggeri a debita distanza l’uno dall’altro. Quelli che non hanno prenotato sono invitati a sedersi lontano dagli altri.
In questi giorni lo spazio non manca proprio! —
Luciano Salsi
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