I volontari dell’Ema ricordano Nicoletta morta dopo il parto
La 39enne è stata a lungo in prima linea nell’associazione Dall’autopsia si attendono risposte alle cause del decesso
CASALGRANDE. Continua, pur forzatamente a distanza, il dolore collettivo casalgrandese per la morte improvvisa di Nicoletta Coppola, la 39enne operatrice sanitaria morta nella notte fra martedì e mercoledì all’ospedale di Sassuolo, poche ore dopo aver partorito il proprio secondo figlio.
Le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria da coronavirus impediscono molti contatti; i tempi per il funerale saranno comunque piuttosto lunghi, perché sarà necessario attendere gli esiti degli esami ordinati dalla Procura modenese per fare chiarezza sull’accaduto.
La notizia ha però rapidamente girato in tutto il comprensorio ceramico, rimbalzando dalle pagine dei giornali ai profili social di tantissimi abitanti, rinchiusi nelle loro case o poco meno. Fra i ricordi più toccanti, vi è quello della pubblica assistenza Ema Emilia Ambulanze di Casalgrande, associazione in cui Nicoletta ha operato diversi anni, prima che le esigenze familiari accresciute la costringessero a rallentare l’impegno.
«I volontari Ema si uniscono al grande dolore e sgomento per la prematura scomparsa di Nicoletta. Per alcuni anni sei stata volontaria della nostra associazione e abbiamo di te un bellissimo ricordo. Ciao Nico», è il messaggio pubblicato sui profili social dell’associazione di soccorso.
Tantissime persone si sono unite ai ricordi e ai messaggi sconsolati, rivolti alla famiglia, al marito Paola, alla piccola bimba avuta dalla coppia alcuni anni fa e al neonato dell’operatrice, da tempo impegnata nella struttura per anziani di Arceto, dipendente di una cooperativa di servizi specializzata nel settore.
Nel frattempo, si cercano di capire cosa sia successo all’ospedale sassolese.
Il parto naturale sembrava essersi concluso senza particolari problematiche e il bambino sta benissimo. Nel giro di breve tempo dopo la nascita, le condizioni della donna sono peggiorate fino purtroppo a portarla alla morte. Come da prassi in casi similari, la procura del tribunale di Modena ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Anche l’ospedale di Sassuolo ha annunciato una serie di accertamenti interni per rivalutare tutte le procedure messe in moto nella sera del parto. —
Adr.Ar.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
